Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha giudicato “insoddisfacente” la proposta europea di revisione dell’Ets per l’industria italiana. L’aumento odierno del prezzo delle quote ne è la prova. Questo andamento segnala l’assenza della revisione attesa, lasciando le imprese con costi crescenti e incertezza.
Orsini ha chiarito che la proposta della Commissione europea si limita a interventi marginali nel breve termine, senza affrontare le criticità strutturali del sistema Ets nel contesto globale. Gli industriali chiedono a Parlamento e Consiglio europei un intervento deciso per coniugare ambizione climatica, competitività industriale, sovranità tecnologica e investimenti.
Cruciale che il sistema Ets sia adattato per non compromettere la base industriale europea e garantirne sostenibilità.
Dieci Paesi chiedono riforma Ets pragmatica ed equa
Questa posizione è rafforzata da una richiesta congiunta di Italia e altri nove Stati membri alla Commissione europea. I Paesi sollecitano una riforma dell’Ets “pragmatica ed equa” per non penalizzare l’industria europea. Il blocco, guidato da Italia e Polonia, insiste sulla necessità di una revisione radicale dei parametri per l’assegnazione delle quote gratuite. Tale misura è fondamentale per tutelare la competitività industriale.
Contesto della revisione del sistema di scambio delle quote di emissione
La revisione del sistema di scambio delle quote di emissione (Ets) è attesa per venerdì 17 luglio, data di presentazione delle proposte della Commissione europea.
Tra le misure previste, l’ammorbidimento del “fattore di riduzione lineare”, che diminuisce annualmente le quote. Un allentamento offrirebbe respiro alle industrie più energivore. Inoltre, la proposta dovrebbe prevedere l’obbligo per gli Stati membri di destinare una quota minima dei ricavi dell’Ets a investimenti nei settori coperti. Questa allocazione mirata supporterà la transizione ecologica delle imprese, bilanciando obiettivi ambientali e necessità.