Se l'Europa fosse come la figlia di Agenore re di Tiro, antica città fenicia e colonia greca, fece bene Zeus ad innamorarsi di lei e a trasformarsi in uno splendido toro bianco per sedurla, rapirla e condurla a Creta, dove il sovrano dell'Olimpo le rivelò il suo amore, dal quale nacquero ben tre figli: Minosse, Sarpedonte e Radamanto.

L'Europa che conosciamo oggi è caratterizzata da una immensa e radicata storia di grandi eventi culturali ed economici che ebbero inizio nell'Età del bronzo e che continuarono fino ad una fase di stallo denominata Età buia, così riportata dai grandi pensatori rinascimentali e indicata anche dagli storici moderni come Medioevo, in cui avvenne la grande espansione del cristianesimo.

Ma poi nacque il Rinascimento, a Firenze, che diede inizio al tempo delle nuove scoperte, delle esplorazioni e dello sviluppo scientifico, che però aprì anche la strada anche all'idea della democrazia ed alle lotte per l'indipendenza, come la Rivoluzione Francese, a cui si accodarono poi nuove ideologie come il romanticismo, il capitalismo, il nazionalismo, il comunismo e il darwinismo.

Le tensioni sociali non mancarono, i moti rivoluzionari del 1848 ne furono la più profonda prova, ma erano principalmente generate dalle alleanze strategiche del cancelliere tedesco Otto Von Bismarck che riuscì a mettere in scacco le politiche espansionistiche dei maggiori stati europei e la loro industrializzazione, questo finì per dividere il continente in due. Tali tensioni si trasformarono in seguito nella prima guerra mondiale e si conclusero, si fa per dire, alla fine della seconda guerra mondiale, nel 1945.

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Ma questo modificò largamente il dominio territoriale, economico e politico del mondo, che andò nelle mani degli Stati Uniti, seguiti a ruota dall'Unione Sovietica.

Gli anni 90 furono cruciali: la fine della guerra fredda nel 1989 e la dissoluzione dell'Unione Sovietica contribuirono alla rottura di quella linea di confine denominata "cortina di ferro" che separò l'Europa in due aree distinte di influenza politica e questo favorì le prime iniziative di unione, come quella dell'Ungheria che iniziò ad aprire i suoi confini, alla quale ne seguirono molte altre, come la caduta del Muro di Berlino. Il trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992 (entrato in vigore il 1 novembre 1993) sancì finalmente quell'Unione Europea tanto auspicata già dal 1957 con l'unione doganale tramite il trattato di Roma, completato poi con gli accordi di Schengen che assicurano a tutti i cittadini degli stati membri assoluta libertà di movimento, lavoro e investimenti, oltre che una politica agricola, commerciale e della pesca comune.

Oggi l'Europa è in piena "seconda globalizzazione" ma anche in piena crisi economica e gli attori in scena sono sempre i soliti. Tutto si ripete ma questa volta è importante rimanere uniti in tutto ed eliminare quel continente a "due velocità" con la decisa creazione degli Stati Uniti d'Europa tanto immaginati da scrittori e registi di fantascienza. Un termine utilizzato già da Winston Churchill quando inviò una lettera all'università di Zurigo, il 9 settembre del 1946. E usato ancora prima da Napoleone Bonaparte quando evidenziò che "L'Europa così divisa in nazioni liberamente formate e internamente libere, la pace tra gli stati dovrebbe diventare più facile: gli Stati Uniti d'Europa potrebbero essere una possibilità.", in un discorso che avvenne sull'Isola di Sant'Elena tra il 1815 e il 1821.

Certo, non sarà facile, ma per noi della realtà dell'anno 2014 sarebbe forse d'aiuto per avere un po' di tranquillità e per non sparire nuovamente dalle carte geografiche. Per questo è necessario stare in allerta in quanto il "tentativo di dividere l'Europa" è già in atto, ovvero il referendum in Crimea, che ha portato all'annessione russa della penisola ucraina.