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La Grecia è sull'orlo del default. Dopo la gioia dei festeggiamenti per la vittoria del No nel referendum di domenica, nelle strade comincia a sentirsi l'ansia dell'incertezza. Per gli isolani ancora non è scattata l'emergenza. Basta prendere quello che offre il mare e la tavola è servita. Nell'isola di Naxos i sussidi per la carne si consegnano mensilmente, per luglio si prospetta un mese senza bistecca.

Isolani e continentali

Per i continentali, invece, il panico bussa alla porta. Dal paese ellenico arrivano racconti da brivido: corse verso gli scaffali all'apertura dei supermercati per acquistare tutto quel che si può, vendita di prodotti scaduti. Il latte per bambini, la pasta e il riso saranno, molto probabilmente, i primi prodotti a mancare dalla prossima settimana. Il loro prezzo è aumentato del 35% da quando si sa il risultato del referendum. Con le banche chiuse si fermano anche i rifornimenti e sale la domanda sul mercato.

Senza soldi

Il pellegrinaggio per i bancomat non dà frutti. Una ragazza di Atene racconta al quotidiano Kathimerini che dopo sette tentativi non è riuscita a prelevare i 60 euro giornalieri. I pensionati piangono alle porte delle banche chiuse. Per quanto tempo si potrà contenere la situazione? Per il New York Times, se l'Europa l'abbandona, il destino della Grecia sarà come quello del Venezuela, ma senza petrolio e nel Mediterraneo.

Forte di voti

Il premier Alexis Tsipras è arrivato a mani vuote a Bruxelles. Forte dal risultato elettorale, il leader di Syriza ha semplicemente detto che l'esperimento dell'austerità è fallito e che la Grecia ha bisogno di altri sette miliardi di euro. Non ha consegnato nessun progetto scritto. L'unico gesto di distensione sembra essere stato il mettere da parte l'ex ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis. Poco ben visto dagli interlocutori internazionali. Il nuovo ministro delle Finanze greco, Euclid Tsakalotos, sembra più cauto e disponibile, ma non è un elemento nuovo. È sempre stato nel team Syriza.

L'ultimatum europeo

Ma i creditori non ci stanno. I leader europei, in riunione di emergenza ieri, hanno dato al governo greco la possibilità di presentare una proposta concreta entro giovedì. "La verità è che non si tratta di un tema di settimane, ma di giorni. Abbiamo pochi giorni per trovare una soluzione", ha detto Angela Merkel ai giornalisti, visibilmente provata e preoccupata. La questione è se vorrà o no cedere alle richieste del governo greco.

Rischio globale

Nella vicenda è coinvolto anche il presidente Barack Obama, che ha telefonato alla Merkel e ha insistito nella sua disponibilità per trovare una soluzione che aiuti alla crescita della Grecia e l'uscita della crisi. Per il ministro dell'economia di Malta, Edward Scicluna, il problema è la mancanza di fiducia tra i ministri delle Finanze dell'Eurogruppo e il governo greco. Difficile arrivare ad un accordo quando non si crede nell'altro.

Domenica si incontreranno di nuovo per discutere se concedere un altro riscatto economico alla Grecia, nonostante il mancato pagamento del debito e la gestione delle riforme. Cinque giorni in cui si definirà il futuro del Paese ellenico, ma anche dell'Europa e dell'economia globale, mentre gli scaffali dei supermercati e le finanze domestiche dei greci si continuano a svuotare.