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Finalmente Napoli avrà una strada che porterà il nome di uno dei suoi figli più illustri. Stiamo parlando di Pino Daniele, che è improvvisamente scomparso il 5 gennaio scorso, il cui ricordo rimane indelebile nei cuori di tutti i suoi concittadini e di tutti quelli che hanno avuto orecchio per la buona Musica."Via Pino Daniele" sostituisce la ex Via Donnalbina, a pochi passi dalla casa natale del cantautore, nel centro storico di Napoli, in prossimità del porto. Un tributo meritato per il "Mascalzone Latino" che ha rappresentato, nel corso della sua lunga carriera, molto più che un semplice cantante. Voce di un popolo, un nuovo "Masaniello" come recita lui stesso nella celebre "Je so pazzo".

Un ragazzo che a soli 23 anni scrisse capolavori come "Napule è" o "Terra mia", aprendo la strada verso un successo unico.

Pino Daniele voce di un popolo

Ma Pino Daniele per i napoletani era qualcosa di più: un punto di riferimento, una voce che poteva gridare nel mondo che "nun sanno 'a verità" (non conoscono la verità) circa la loro amata quanto discussa città. Una carriera, infatti, ricca di collaborazioni internazionali: da Eric Clapton a Richie Havens, da Peter Herskine a Pat Metheny. Nei suoi circa 40 anni di musica è riuscito a mescolare il blues con il pop, alternare il funk al soul, autodefinendosi "Nero a metà". Con "Ce sta chi ce penza" oppure "Na tazzulella 'e cafè" ha messo in versi la voglia di rivalsa di un popolo che è vittima dei giochi politici, perchè anche se "a città è chiù pulita", "ognuno metto 'o rito e ce vo' magnà" (la città è più pulita, ma ognuno vuole approfittarne).

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E' stato la voce di migliaia di emigranti con "Tutta n'ata storia", "Io nun voglio ì 'America" (non voglio andare in America) è il canto di quei tantissimi anonimi emigranti che, spinti dalla miseria, hanno salpato verso gli Stati Uniti nei primi anni del 1900, costretti a lasciare il cuore e le radici nella loro amata città natale. In "Uè man" parla di storie legate al secondo dopoguerra, quando ci furono i primi insediamenti americani in Italia con le basi N.A.T.O.: un giovane che tenta di avvicinare un soldato americano, offrendosi da guida alla ricerca di donne e divertimento in cambio di "a few sigarettes" (qualche sigaretta) o "nu poco 'e dollars" (qualche dollaro). Nel corso della sua sua vita tanti furono i problemi di salute, il cuore iniziò a dargli i primi avvertimenti già nei primi anni '90, quando fu costretto a posticipare uno dei suoi tour, poi ripreso e registrato nello stupendo album "E sona mo" del 1993. Qualche anno prima aveva registrato la bellissima "Quando" , colonna sonora del film "Pensavo fosse amore e invece era un calesse" per l'amico Massimo Troisi, scomparso anch'egli per problemi di cuore nel 1994.

In 100.000 in Piazza Plebiscito per l'ultimo saluto al "Mascalzone Latino"

Quando il suo di cuore si è fermato quel 5 Gennaio, nella città ci sono state enormi manifestazioni d'affetto. In 100.000 si sono riuniti in Piazza Plebiscito per l'ultimo saluto all' "Uomo in Blues", e dopo i suoi funerali le ceneri furono esposte nel castello del "Maschio Angoino" . In quei giorni il sindaco Luigi De Magistris annunciò il doveroso tributo all'artista: presto Napoli avrebbe avuto la sua "Via Pino Daniele": Quel giorno è arrivato, Via Pino Daniele è a pochi passi dalla casa dove un giovane ragazzo, qualche decennio fa, chitarra in spalla, ha scritto pagine indelebili nella storia della musica di questa città. Martedì 29 Settembre 2015 l'inaugurazione, presente tra gli altri, anche l'amico e collega Tullio De Piscopo.