Da isolata a punto di riferimento nelle strategie di contenimento dei flussi migratori. È l’Italia il Paese che più sta svolgendo in queste ore un’azione di coordinamento in seno all’Ue. Un ruolo rivendicato anche da Malta, altro Stato che ha dovuto fronteggiare l’emergenza barconi del mare. Oggi che il fenomeno pare essersi ampliato sulla terraferma, anche la Germania e la Francia (due esempi su tutti) hanno dovuto assumersi le proprie responsabilità. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano, a margine della sua partecipazione al Consiglio Ue, ha voluto rimarcare proprio questo aspetto: la condivisione tardiva della problematica migranti. Il capo del Viminale è tornato a chiedere  a Frontex, l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Ue, di sobbarcarsi l’onere dei rimpatri.

Deve essere una responsabilità europea - ha affermato - e ci vogliono i soldi europei per organizzarli”. Per ciò che concerne la ridistribuzione dei migranti sul suolo comunitario, Alfano è sembrato ottimista sul superamento del Trattato di Dublino: “Se come ritengo si troverà l’accordo sui 120mila migranti, sarà un’ulteriore conferma che quel regolamento è in crisi”.