Il presidente turco Erdogan è stato intervistato per la prima volta, dopo il tentato golpe avvenuto la settimana scorsa. Il leader ha annunciato lo stato di emergenza per i prossimi tre mesi. Erdogan ha detto che non è ancora finita e che la sua vendetta continuerà ad abbattersi su tutti quelli che lui considera dei traditori. Ha inoltre fatto un'accusa pesante ai paesi stranieri, senza però elencare i loro nomi. Secondo il presidente turco, essi potrebbero essere dietro il tentato colpo di stato

Erdogan: l'intervista ad Al Jazeera 

Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato, durante un'intervista ad Al Jazeera, che ci sono stati molti arresti e che molti altri ne arriveranno nei prossimi giorni.

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Il leader turco ha affermato che le operazioni non sono ancora terminate, aggiungendo tuttavia, che il tutto rimarrà nel sistema di democrazia parlamentare. Alla TV satellitare del Qatar, Erdogan ha annunciato lo stato di emergenza in Turchia per i prossimi tre mesi.

Sul possibile ritorno della pena di morte, ha dichiarato: "Se il popolo turco è d'accordo e il parlamento vota a favore, io l'approverò". Ha poi aggiunto sibillino che probabilmente ci sono altri paesi stranieri coinvolti nel tentato golpe. Dichiarazioni pesanti, arrivate dopo una nuova epurazione, nonostante l'invito da parte dell'Occidente al rispetto dei diritti umani.

Turchia: continuano gli arresti

Non si ferma l'epurazione voluta da Erdogan nei confronti dei presunti colpevoli del tentato golpe avvenuto la settimana scorsa. L'ultima mossa è stata quella dell'ordine di detenzione di altri 113 tra giudici e procuratori. Tra questi anche due membri della Corte Costituzionale che si vanno ad aggiungere agli oltre 10000 tra militari, giudici e poliziotti arrestati. Non solo, nel mirino dell'epurazione sono finiti anche docenti, professori universitari e semplici impiegati del ministero dell'istruzione.

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