Le Presidenziali francesi del 23 aprile prossimo si avvicinano sempre più e la campagna elettorale inizia a diventare incandescente. Perché proprio incandescenti, destinate a muovere l'animo del suo elettorato, sono state le promesse ripetute ieri da Marine Le Pen durante un comizio del suo partito.

Fuori dalla Ue e dalla Nato

Si è tenuto ieri, a Lione, di fronte a 3.000 militanti, l'one-woman-show della Le Pen, che è tornata su alcuni dei temi più cari al Front National: l'Europa e la Nato. Ha dichiarato infatti che, se sarà eletta, indirà un referendum per l'uscita della Francia dalla Ue e dall'euro, e un altro per ridiscutere il ruolo del suo Paese all'interno dell'Alleanza Atlantica, conducendone Parigi al di fuori perché provveda da sola alla sua difesa.

Così, come riporta Repubblica.it, Le Pen ha precisato: "La Ue è un fallimento, non ha mantenuto alcuno dei suoi impegni. Peggio, ci ha messo sotto tutela, ci tiene con il guinzaglio corto. Spero che il sistema europeo diventi per tutti solo un brutto ricordo". Il progetto europeista, che la leader del Front National vuole che la llasciarsi alle spalle, è disarticolato nel documento di 24 pagine contenenti le 144 riforme che costituiscono il manifesto programmatico del suo partito. In esso è previsto inoltre, alla voce 'economia', un aumento del 3% della tassa sulle importazioni dall'estero per finanziare gli stipendi e le pensioni più basse, tassa che è espressione di quel "protezionismo intelligente" che Le Pen intende avviare dopo la sua elezione all'Eliseo.

Strizzatina d'occhio a Gran Bretagna, Austria, Usa e Italia

Ma se le proiezioni elettorali la descrivono vincente al primo turno, la descrivono al contempo perdente al ballottaggio.

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Nel quale Le Pen molto probabilmente si scontrerà con il candidato indipendente europeista e progressista, Emmanuel Macron. Ma la leader del Front National non sembra temere le analisi a priori del voto. Perché è convinta che i tempi siano ormai maturi per quella che ha definito "la grande ricomposizione politica". Laddove ciò significa la sconfitta della globalizzazione, quella dall'alto che è sinonimo di "finanziarizzazione dell'economia" e quella dal basso, di "immigrazione massiccia". Le Pen auspica un ritorno della Francia ai francesi, seguendo l'esempio tanto della Brexit, dell'elezione del neo-presidente austriaco e naturalmente di quella di Donald Trump, quanto del referendum costituzionale italiano del 4 dicembre scorso che ha portato alle dimissioni del premier Matteo Renzi.