Stanotte, intorno alle ore 00:30 un uomo, ancora non identificato, ha lanciato una bomba a mano contro l'ambasciata degli Stati Uniti d'America in Montenegro. L'attacco è avvenuto nella capitale, la città di Podgorica. L'attentatore - subito dopo aver concluso la propria azione criminosa - si è tolto la vita, facendo esplodere un secondo ordigno in suo possesso.

La notizia è stata riportata dai quotidiani locali. Solo lo scorso anno lo stato del Montenegro aveva aderito ai programmi della Nato, l'organizzazione mondiale per la collaborazione nell'ambito della difesa.

Sul posto sono subito intervenuti gli agenti della polizia che hanno recintato la zona colpita, evitando di far avvicinare i curiosi. Dalle prime notizie che ci giungono, l'azione del Kamikaze non avrebbe causato nessuna vittima. A confermarlo è il portavoce del dipartimento della sicurezza dello Stato americano. L'ordigno esploso era molto probabilmente fabbricato in maniera artigianale.

Matrice ISIS?

Sull'accaduto al momento non ci sono ancora conferma ufficiali, in termini di rivendicazione, pertanto è ancora oscura la matrice dell'attentato: si potrebbe trattare di un caso isolato, l'atto di un folle affetto da manie di protagonismo, oppure, un vero e proprio colpo stile Isis. Secondo le prime indiscrezioni, l'ambasciata americana avrebbe invitato i propri cittadini ad evitare di frequentare area e luoghi particolarmente affollati.

Allerta massima, dunque, almeno per le prossime 48 ore.

In queste ore proseguono le indagini della polizia del Montenegro, guidata dal procuratore generale, per risalire all'identità del kamikaze. Resta alta la paura di un nuovo attacco nel territorio Usa o in qualche ambasciata americana nei Paesi europei. Intanto sono giunti numerosi attestati di solidarietà da gran parte dei paesi europei e non.

Ormai il pericolo del folle movimento dello Stato islamico sembra non avere più limiti né conoscere confini geografici. Negli ultimi mesi sono state colpite le principali città europee, simbolo della cultura occidentale: da Parigi a Madrid, da Praga a Berlino, passando per Bruxelles, Barcellona, Londra. Un clima ostile che non risparmia nessuna nazione, tanto meno la potenza di Donald Trump.

L'ultimo attentato, in ordine di tempo, alle ambasciate statunitensi risaliva al 1998, quando furono colpite le sedi diplomatiche in Kenya e Tanzania.