Un'Europa dai confini decisamente bloccati, con l'introduzione di un paradigma di accoglienza completamente differente e più simile a quello australiano o statunitense. Questo è quanto emerge dal documento segreto pubblicato dal settimanale austriaco "Profil", redatto dal Governo Kurz.

Le persone che fuggono da persecuzioni politiche, religiose o di razza, e che raggiungono un Paese sicuro, hanno il "diritto" di inoltrare lì la richiesta d'asilo, e non potranno scegliere a loro piacimento lo Stato che le accoglierà.

Il piano di Vienna, inevitabilmente, ha scatenato le proteste dei socialdemocratici di Spo, i quali sostengono che si tratti di una violazione della Convenzione di Ginevra, mentre il portavoce della cancelleria, Peter Launsky-Tieffenthal, ha sottolineato che la proposta rappresenta solo un piano di partenza su cui sono chiamati a discutere, in questi giorni, i ministri degli Interni riunitisi a Innsbruck.

Le nuove modalità di accoglienza secondo Vienna

Stando al piano strategico di Vienna - da poco più di una settimana presidente di turno dell'Unione Europea - dovrebbe esserci una rigida selezione negli "hotspot" situati al di fuori dei confini europei, gestita dalle organizzazioni internazionali come l'Unhcr o la Iom, al fine di individuare tutti coloro che realmente hanno bisogno di protezione.

Inoltre nel piano si farebbe anche riferimento a dei requisiti che i migranti dovrebbero soddisfare per presentare domanda d'asilo: tra questi sarebbe compreso anche il rispetto dei valori, dei diritti e delle libertà fondamentali dell'Ue.

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Tuttavia, questo paradigma entra in evidente contrasto con la Convenzione di Ginevra del 1951 che, tra i doveri che il richiedente è chiamato a rispettare, annovera l'allineamento alle leggi del Paese ospitante, ma non ai valori.

Inoltre, nelle intenzioni del Governo Kurz c'è quella di accettare migranti che fuggono da Paesi vicini all'Unione, oppure che provengono da territori più lontani, a patto che tra questi ultimi e l'Europa non vi siano altri Stati atti ad accogliere richieste d'asilo.

A quanto pare, dunque, Vienna punta ad un'Europa che, in tema di politiche sull'immigrazione, tenda a diventare più rigida, controllando maggiormente i propri confini e difendendo tutti quei valori che rischiano di essere minacciati da un fenomeno migratorio che sembra sempre più in crescita e difficile da gestire per tutti gli Stati membri dell'Ue.

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