L'accordo di Malta, che prevede la redistribuzione su base volontaria dei migranti tra alcuni Paesi europei come Francia, Germania, Italia, Spagna, Malta e Finlandia, funzionerà soltanto se il numero dei migranti si manterrà basso e non andrà oltre le centinaia. Questo, in sintesi, è quanto affermato da Horst Seehofer, ministro dell'Interno tedesco, a margine del Consiglio Affari Interni di Lussemburgo.

Il politico tedesco ha chiesto inoltre maggiore collaborazione tra gli Stati europei, auspicando che durante il vertice altre realtà possano aggiungersi all'intesa sulla redistribuzione, nonostante il blocco dei Paesi di Visegrad.

La posizione della Germania

Il meccanismo di redistribuzione dei migranti su base volontaria potrebbe fermarsi se il numero delle persone salvate dovesse salire verso l'alto.

Horst Seehofer, dopo aver chiarito la posizione della Germania sulla questione, ha aggiunto: "Dobbiamo proteggerci per prevenire il fattore di attrazione". Di conseguenza, qualora i migranti salvati dalle acque marine e redistribuiti dovessero diventare ben più di centinaia, si potrebbe decidere di bloccare il meccanismo di emergenza.

L'ex presidente della Baviera, ad ogni modo, ha sottolineato che non vi è alcuna intenzione di sganciarsi dall'accordo siglato a La Valletta, confermando che l'obiettivo primario è quello di tutelarsi dagli abusi dei trafficanti, dando però al contempo una "risposta umana" nel soccorrere le persone che rischiano la vita in mare.

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Il politico bavarese ha anche sottolineato che, dopo l'accordo di Malta, in molti si aspettavano "un grande fattore di attrazione" con un conseguente aumento dei migranti da redistribuire, ma finora questa circostanza non si è verificata.

Maggiore collaborazione

Il ministro Seehofer ha ricordato che la Germania ha accolto un numero basso di richiedenti asilo e ha aggiunto che, ad ogni modo, l'Europa deve impegnarsi per fare ancora meglio.

Sulla stessa lunghezza d'onda sono sembrate le parole di Dimitris Avramopoulos, commissario uscente all'immigrazione, il quale ritiene che l'accordo di Malta sia un importante punto di partenza, augurandosi però che tutti gli Stati possano impegnarsi in "questo sforzo". Non si può, a suo avviso, continuare con "soluzioni ad hoc", ma bisogna proseguire lungo la strada della responsabilità e solidarietà.

Nel frattempo, in occasione del vertice di Lussemburgo tra i ministri dell'Interno, l'accordo de La Valletta firmato da Malta, Italia, Francia, Germania, Grecia, Spagna e Finlandia, verrà presentato anche agli altri Paesi europei. Sicuramente ci sarà l'opposizione del blocco di Visegrad costituito da Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia.

Tuttavia, la speranza è che gli altri Stati possano essere d'accordo in base al principio della solidarietà condivisa: tra questi, Portogallo, Irlanda e Lussemburgo hanno già mostrato i primi e importanti segnali di disponibilità, e non si esclude che possano unirsi all'accordo di Malta.

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