Il commissario europeo all'Economia, Valdis Dombrovskis, ha chiarito la posizione della Commissione europea riguardo all'applicazione del Patto di stabilità e crescita e alla flessibilità fiscale. Durante una conferenza stampa tenutasi a Bruxelles il 5 maggio 2026, al termine dell'Eurogruppo, Dombrovskis ha sottolineato come il dibattito tra i ministri delle Finanze dei Paesi membri abbia evidenziato opinioni divergenti sulla necessità di introdurre una maggiore flessibilità fiscale.
In questo contesto, l'orientamento attuale della Commissione europea è di promuovere l'utilizzo della flessibilità già esistente all'interno del quadro fiscale in vigore.
Questa include l'impiego degli stabilizzatori automatici, meccanismi che permettono di assorbire gli impatti delle fluttuazioni economiche senza richiedere interventi discrezionali. Dombrovskis ha ribadito: «Abbiamo avuto questa discussione ieri all'Eurogruppo, e va detto che i ministri hanno espresso opinioni divergenti sulla necessità di una maggiore flessibilità fiscale. Al momento, quindi, il nostro orientamento è di utilizzare la flessibilità già esistente nel quadro fiscale, inclusi gli stabilizzatori automatici». Ha inoltre assicurato che la Commissione continuerà a monitorare attentamente la situazione economica e si dichiara pronta a reagire qualora le condizioni lo rendano necessario.
La proposta italiana e le misure di sostegno all'economia
Un punto centrale delle discussioni all'Eurogruppo ha riguardato la proposta avanzata dal ministro dell'Economia italiano, Giancarlo Giorgetti. La sua iniziativa mirava all'estensione della clausola nazionale di salvaguardia per la difesa, includendo i costi straordinari sostenuti per supportare i comparti economici particolarmente colpiti dall'aumento dei prezzi dell'energia. Dombrovskis ha confermato di aver affrontato la questione sia in un confronto bilaterale con il ministro Giorgetti sia nell'ambito più ampio delle discussioni dell'Eurogruppo.
Il commissario ha evidenziato la posizione della Commissione, secondo cui le misure di sostegno all'economia dovrebbero essere, in questa fase, temporanee e mirate.
L'obiettivo primario è evitare che tali interventi possano generare un aumento della domanda aggregata di energia, specialmente in un momento caratterizzato da uno shock dell'offerta. Dombrovskis ha messo in guardia contro l'adozione di misure troppo ampie in numerosi Stati membri e altri Paesi. Tali politiche, sostenendo i consumi e attenuando il segnale dei prezzi, rischierebbero di mantenere i prezzi dell'energia a livelli elevati, con un conseguente costo fiscale significativo e benefici molto limitati per le famiglie e le imprese che si intendeva aiutare.
Il ruolo della Commissione e il Patto di stabilità
La Commissione europea detiene un ruolo cruciale nel monitoraggio e nell'applicazione delle normative fiscali all'interno dell'Unione.
Il Patto di stabilità e crescita, istituito per garantire la disciplina di bilancio tra gli Stati membri dell'UE, prevede specifici margini di flessibilità. Questi possono essere attivati in presenza di circostanze eccezionali, come crisi economiche o shock esterni, fornendo agli Stati membri gli strumenti per affrontare situazioni impreviste. Gli stabilizzatori automatici, menzionati da Dombrovskis, rappresentano strumenti essenziali che permettono di assorbire gli effetti delle fluttuazioni economiche senza la necessità di interventi discrezionali, contribuendo così a preservare la stabilità macroeconomica.
La posizione espressa dalla Commissione riflette l'impegno a bilanciare il necessario sostegno all'economia con l'esigenza di prevenire effetti indesiderati sui prezzi e sui conti pubblici.
Questo equilibrio è particolarmente rilevante in un contesto globale caratterizzato da uno shock dell'offerta e da un incremento dei costi energetici che impatta diversi Paesi membri, richiedendo un approccio cauto e mirato per la gestione delle politiche fiscali.