Il presidente del Governo spagnolo, Pedro Sanchez, si è recato a Ceuta il 31 luglio 2026, a seguito di un massiccio afflusso di migranti. Migliaia di persone sono entrate nell'enclave spagnola in Marocco via mare e via terra nelle ultime ventiquattro ore. A Ceuta, Sanchez ha definito l'accaduto "un attacco e una violazione della sovranità territoriale della Spagna", condannando fermamente l'emergenza.

La condanna di Sanchez e le responsabilità

Sanchez ha espresso "un rimprovero e una condanna al livello più energico possibile" per gli arrivi in massa, definendoli "deplorevoli".

Ha denunciato l'ingresso irregolare di oltre 40.000 persone, qualificandolo come una violazione dell'integrità territoriale della Spagna. Il premier ha attribuito la responsabilità principale di questa crisi alle mafie del traffico di esseri umani, evidenziando il loro ruolo negli ingressi illegali. Ha inoltre difeso la cooperazione delle autorità marocchine, sottolineando una collaborazione costante nella gestione dell'attuale crisi, a differenza della crisi del 2021, che ebbe dinamiche di coordinamento diverse.

Misure di contenimento e il bilancio umano

Per arginare ulteriori ingressi e rafforzare il controllo dei confini, il presidente Sanchez ha annunciato l'installazione di boe lungo l'espigone che separa Ceuta da Castillejos.

L'obiettivo è creare una barriera visiva efficace per facilitare i rimpatri. Previste anche modifiche legislative per accelerare tali procedure. Il Ministero dell'Interno spagnolo ha stimato che circa 50.000 persone siano entrate illegalmente a Ceuta, con circa la metà che avrebbe già fatto ritorno volontariamente in Marocco. Il bilancio dei decessi tra coloro che hanno tentato di raggiungere l'enclave a nuoto è salito a trentaquattro persone, un tragico dato che evidenzia la pericolosità degli attraversamenti.

Richiesta di emergenza e la risposta ministeriale

Di fronte all'escalation, il sindaco-presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha richiesto l'attivazione dello stato di emergenza nazionale.

Tuttavia, il Ministero dell'Interno ha chiarito che l'attuale normativa non prevede tale misura per le crisi migratorie. La situazione a Ceuta resta sotto stretto monitoraggio delle autorità spagnole, impegnate nella gestione dell'emergenza e nel ripristino della normalità.