Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha annunciato la storica partecipazione dell'Ungheria ai lavori del gruppo "Amici dei Balcani occidentali". L'evento, per la prima volta con la presenza ungherese, è stato diffuso l'11 luglio 2026 tramite un messaggio pubblicato su X. Tajani ha espresso il suo ringraziamento alla vicepremier e ministra degli Esteri ungherese, Anita Orban, per il suo significativo contributo alla discussione.
Nel suo intervento, il ministro Tajani ha evidenziato la piena sintonia tra Italia e Ungheria su questioni cruciali.
Entrambi i Paesi sostengono con convinzione l'integrazione economica dell'Europa sud-orientale, un impegno che si concretizza anche attraverso gli importanti investimenti ungheresi nello sviluppo del porto di Trieste. Questo scalo è destinato a diventare un polo logistico strategico per i corridoi europei e per l'Imec, rafforzando così le infrastrutture regionali.
La collaborazione si estende anche alla gestione dei flussi migratori. Italia e Ungheria condividono l'obiettivo di una gestione più efficace, puntando a rafforzare la cooperazione lungo la rotta balcanica. L'approccio europeo promosso si fonda sulla tutela delle frontiere esterne e su un deciso contrasto ai trafficanti di esseri umani, elementi considerati fondamentali per la sicurezza e la stabilità della regione.
Il ruolo strategico del gruppo "Amici dei Balcani occidentali"
La partecipazione ungherese segna un'importante novità per il gruppo "Amici dei Balcani occidentali", una piattaforma che riunisce sette Paesi membri dell'Unione Europea: Italia, Austria, Croazia, Grecia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia. L'obiettivo primario di questa collaborazione è sostenere attivamente il percorso di integrazione europea dei sei Paesi dei Balcani occidentali candidati o potenziali candidati all'adesione all'UE: Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord, Montenegro, Kosovo e Serbia.
Obiettivi di integrazione e sviluppo regionale
Le riunioni del gruppo mirano a accelerare il processo di allargamento dell'Unione Europea verso i Balcani occidentali.
A tal fine, vengono stimolate proposte operative volte a potenziare la cooperazione regionale e favorire l'integrazione graduale della regione. L'Italia, in particolare, ribadisce il suo costante impegno a mantenere le dinamiche regionali e il processo di adesione dei sei Paesi in cima alle priorità dell'agenda politica europea.
Il sostegno italiano si concretizza anche nella valorizzazione di progetti infrastrutturali chiave, come lo sviluppo del porto di Trieste e i corridoi logistici europei. Questi progetti rivestono un ruolo fondamentale non solo sul piano economico, ma anche in termini di sicurezza e mobilità, contribuendo alla stabilità e alla crescita dell'intera area sud-orientale europea.