È stato annunciato a Roma il lancio del Rhine Group, un nuovo think tank europeo promosso da Mario Draghi e dall’economista Patrick Collison. L'iniziativa, presentata il 25 agosto 2026, mira a rilanciare la competitività dell'Unione Europea, ispirandosi al “Rapporto Draghi” consegnato alla Commissione Europea nel settembre 2024. Il direttore esecutivo del gruppo è Luis Garicano, economista spagnolo ed ex eurodeputato.

Il Rhine Group si configura come un forum di confronto tra decisori, accademici e leader dell’industria, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per favorire la crescita e l’innovazione in Europa.

Il manifesto del gruppo, pubblicato e ampiamente rilanciato, contiene lo slogan: “Il declino non è inevitabile, ma servono interventi urgenti”. Un passaggio chiave del documento, firmato da Draghi e Collison, afferma: “Non è troppo tardi per cambiare la traiettoria dell’Europa se facciamo oggi i primi passi giusti”.

Membri e metodologia del Rhine Group

Tra i membri fondatori del think tank figurano personalità di spicco come gli economisti Francesco Giavazzi e Lucrezia Reichlin, il finanziere Andrea Pignataro, il co-fondatore di Bending Spoons Luca Ferrari e l’ex ministro per l’Innovazione tecnologica Vittorio Colao. L’iniziativa include anche Xavier Niel, presidente di Iliad, l’ex ministro francese Bruno Le Maire e Louis Dreyfus, CEO del gruppo Le Monde.

Il gruppo opera secondo le rigorose regole Chatham House, garantendo così la massima libertà e riservatezza nelle discussioni.

Il Rhine Group aspira a essere “uno dei luoghi in cui questo lavoro inizia”, con l’intento di superare le divisioni tra gli Stati membri e promuovere riforme condivise. Il documento fondativo ribadisce con forza che “il declino non è inevitabile – ma è la direzione che abbiamo intrapreso in assenza di interventi urgenti”.

Lo scenario attuale della competitività europea

Il lancio del Rhine Group avviene in un contesto di lentezza nell’attuazione delle riforme. Entro luglio 2026, solo 60 delle 383 raccomandazioni del Rapporto Draghi (pari al 15,7 per cento) risultano completamente implementate.

Nello specifico, il settore energetico ha completato solo una misura su 83, mentre nel campo della concorrenza nessuna delle sette raccomandazioni è stata realizzata. Le stime indicano un tasso medio di avanzamento delle riforme del 30 per cento fino a maggio 2026. Sebbene la Commissione Europea affermi che il 90 per cento delle iniziative chiave del suo Competitiveness Compass derivi dal Rapporto Draghi, la crescita economica complessiva rimane contenuta: nel secondo trimestre del 2026 il PIL dell’area euro è aumentato di appena l’1 per cento rispetto all’anno precedente.

Il manifesto del Rhine Group sottolinea una preoccupante debolezza europea “in ogni tecnologia emergente che segnerà i prossimi decenni”, evidenziando come il modello di crescita del continente stia perdendo slancio.

Il gruppo si propone, dunque, di stimolare un dibattito costruttivo tra esperti e rappresentanti del settore privato e pubblico per definire strategie efficaci di rilancio della competitività europea.