Il nuovo sussidio di disoccupazione denominato Naspi, costituisce il perno centrale del Jobs Act di Matteo Renzi che sarà presentato il prossimo mercoledì.

La Naspi dovrà sostituire tutte le forme di ammortizzazione sociale, per cui l'Aspi e la Mini Aspi.

Qual'è la differenza fra i diversi ammortizzatori sociali?

Nuovo sussidio di disoccupazione: differenza tra vecchia Aspi e nuova Naspi

Aspi 2014: beneficiano dell'Aspi solo i :

-lavoratori dipendenti

-lavoratori soci di cooperativa,

-lavoratori subordinati dei settori artistici, teatrali e cinematografici

-dipendenti a tempo determinato delle Pubbliche Amministrazioni.

L'Aspi è un'assegno mensile che dal 2016 sarebbe stata erogata per 12 mesi a beneficio dei lavoratori di età inferiore ai 55 anni di età e per 18 mesi a beneficio dei lavoratori di età pari o superiore ai 55 anni.

L'importo Aspi corrisponde al 75% della retribuzione quando uguale o inferiore a 1.180 euro (l'importo eccedente viene valutato al 25%) per sei mesi, al 60% dal sesto al dodicesimo mese, al 45% dal dodicesimo mese al diciottesimo mese.

L'Aspi non viene più corrisposta se:

-si trova un nuovo lavoro con contratto di durata minima di sei mesi, o si inizia un'attività autonoma.

-si raggiungono i requisiti per andare in pensione,

-si acquisisce diritto all'assegno di invalidità,

-se non si accetta di partecipare, senza valido motivo, a iniziative di carattere politico,

-se si rifiuta una nuova offerta di lavoro con una retribuzione superiore del 20% rispetto all'importo lordo del sussidio.

Naspi 2014: la Naspi potrebbe diventare un ammortizzatore sociale unico, che sostituisce tutti gli altri in essere ed esclusi dall'Aspi. Terrebbe conto anche del precari, ma costerebbe allo Stato circa 1,6 miliardi di euro in più rispetto alla spesa attuale per i sussidi esistenti.

L'importo Naspi avrebbe un andamento decrescente, partendo da circa 1.100/1.200 euro per arrivare a circa 700,00 euro per un periodo totale di circa 2 anni. Lo scopo è reinserire i disoccupati al più presto nel mondo del lavoro, per cui chi rifiuta più di un'offerta di lavoro perderà il diritto alla Naspi.