Il 13 giugno doveva essere una data importante per le pensioni. Cosa è successo veramente?

Nel nuovo pacchetto sulla riforma PA varata venerdì dal governo Renzi, non si fa cenno al prepensionamento dei dipendenti pubblici (a cui dovrebbe seguire quello dei privati) e all'esonero di servizio. Nessuna novità neanche per quanto riguarda l'opzione contributiva per le donne.

Riforma P.A: cosa include?

Nel decreto si parla di trattenimento in servizio. Di cosa si tratta?

A chi è in possesso dei requisiti per andare in pensione, fino ad ora era stata data la possibilità di rimanere in servizio per altri anni.

Ora non è più possibile. L'obiettivo, come spiegato dallo stesso Renzi, è di favorire il ricambio generazionale, creando 15.000 posti di lavoro nella pubblica amministrazione.

La riforma della P.A. stabilisce anche che potranno andare in pensione i lavoratori che hanno i requisiti per la pensione anticipata ma non hanno l'età della pensione di vecchiaia, ovvero:

  • uomini che nel 2014 hanno 42 anni e 6 mesi di servizio
  • donne che nel 2014 hanno 41 anni e 6 mesi.

Il provvedimento include professori universitari, dirigenti medici responsabili di struttura complessa e personale delle autorità indipendenti.

A chi mancano pochi anni alla pensione viene data la possibilità di lavorare part-time, senza riduzione dell'assegno.

Il numero di chilometri di distanza massimo dalla residenza fissato è di 50 per il trasferimento obbligatorio dei dipendenti pubblici, senza alcuna variazione di stipendio.

I nodi principali sulle pensioni sono dunque rinviati alla fine del mese di giugno. O perlomeno così si spera.