Uno sciopero lampo proclamato dai dipendenti del Comune di Roma, che rischia di paralizzare completamente la capitale italiana. Sono quasi 25 mila gli addetti della città che potrebbero incrociare le braccia e mobilitarsi, dando seguito all'iniziativa lanciata dai sindacati.

Tra di loro tutte le principali figure alle dipendenze del Comune; dai vigili urbani ai lavoratori delle aziende municipali di trasporto, fino agli insegnanti, agli educatori e agli impiegati amministrativi.

24 ore di sciopero per protestare contro i tagli ai salari

La mobilitazione è stata indetta per protestare contro i tagli dei salari accessori, che potrebbero portare ad una decurtazione di diverse centinaia di euro nelle mensilità degli stipendiati del comune romano.

Ad aggiungersi alla protesta sono anche i numerosi addetti assunti con contratti precari, che richiedono a gran voce e da lungo tempo una stabilizzazione della propria posizione lavorativa.

Vista la massiccia adesione, sembra probabile che molti servizi della Roma capitale si fermeranno per le prossime 24 ore. A essere garantite sono soltanto le urgenze e i servizi essenziali o emergenziali ai cittadini. Per la giornata è previsto anche un corteo di protesta, partito alle 8.30 di questa mattina da piazza della bocca della Verità e destinato a raggiungere il Campidoglio.

Il sindaco: sindacati e lavoratori impazziti

Non si è fatta attendere la risposta della autorità cittadine. Il sindaco avrebbe affermato che i "sindacati sono impazziti, e di conseguenza anche i lavoratori" secondo quando riferito da Sandro Berardini della Uil.

Ma i rappresentanti dei lavoratori non ci stanno e puntano il dito contro la probabile diminuzione della retribuzione, che risulterebbe devastante per molte famiglie già colpite duramente dalla crisi economica.

La risposta ufficiale di Ignazio Marino è arrivata attraverso una lettera firmata e pubblicata sul sito del Comune di Roma, nella quale si è spiegato che i salari non verranno toccati. I tagli ai salari accessori sarebbero dovuti all'illegittimità dei criteri utilizzati per il loro calcolo, motivo che sta portando ad una riorganizzazione della macchina amministrativa. Tra i due contententi, per il momento ne fa sicuramente le spese il cittadino.