Il tema della riforma della scuola è, senza dubbio, uno degli argomenti 'caldi' di quest'estate e naturalmente c'è grande interesse per il processo di trasformazione che subirà il mondo dell'istruzione a partire dal prossimo mese di settembre. Tralasciando, per il momento, le polemiche legate al rinnovo del contratto, all'aumento delle ore di lavoro e ad altre proposte che non piacciono al personale scolastico, vogliamo parlare in questo articolo della proposta di legge che verrà presentata dall'onorevole Simona Malpezzi del Partito Democratico, membro della VII Commissione Cultura alla Camera e che riguarda da vicino gli aspiranti docenti. Vediamo in dettaglio di cosa si tratta.


Miur, scuola, 3+2 per diventare insegnanti: la proposta dell'onorevole Malpezzi

La proposta è stata illustrata direttamente dalla parlamentare durante la 'tre giorni' intitolata 'Cantiere Scuola', tenutasi a Terrasini Città del Mare, nei pressi di Palermo. In cosa consiste questa iniziativa? Ebbene, i giovani che aspirano a divenire insegnanti dovranno conseguire la propria abilitazione attraverso un nuovo cammino universitario che avrebbe come scopo principale quello di far comprendere più da vicino il mondo della scuola.



Tirocinio, dunque, come strumento principale di abilitazione, oltre ovviamente alla formazione. La proposta consiste in tre anni iniziali disciplinari (come avviene anche oggi) ai quali seguiranno due anni di specializzazione che comprenderanno anche il tirocinio abilitante, ovvero il percorso TFA che si intraprende dopo la laurea. 



Miur, scuola, tirocinio con l'aiuto degli insegnanti 'anziani'

L'aspetto interessante del tirocinio, così come ha ben illustrato l'onorevole Simona Malpezzi, è quello legato alla sua struttura: infatti, gli aspiranti docenti avranno la possibilità di fare la loro esperienza direttamente nelle scuole, tramite il loro affidamento ad insegnanti ''senior'', vicini al traguardo della pensione che metteranno a disposizione dei giovani futuri insegnanti la loro maturata esperienza. 



In seguito, i docenti abilitati potranno accedere ai nuovi concorsi a cattedra (previsti con cadenza biennale) ma il loro inserimento sarà 'programmato' dopo aver verificato i posti che si libereranno nelle varie province e discipline.