Il piano Giannini è stato depositato sul tavolo del presidente del Consiglio, Matteo Renzi e dopo le furiose polemiche dei giorni scorsi scatenate dalle dichiarazioni del sottosegretario del Miur, Roberto Reggi, si attendeva una risposta dal premier.
Negli ultimi giorni qualcosa è trapelato in merito al contenuto della proposta di legge del ministro dell'Istruzione. Quel che appare, ormai, certo, è che la riforma si articolerà in due fasi: la prima riguarderà il decreto legge che conterrà la normativa inerente alle questioni più urgenti; la seconda, invece, sarà costituita da una legge delega che conterrà argomenti su cui si potrà dibattere con più ampio respiro.
Miur, scuola, Giannini smentisce Reggi e Matteo Renzi 'punge' il ministro
L'aumento delle ore settimanali di lavoro sembra scongiurato, visto che il ministro Giannini ha ribadito che il 'tema non è in agenda', smentendo, almeno in parte, ciò che il sottosegretario Roberto Reggi aveva dichiarato all'inizio del mese di luglio.
Sul tema, si è espresso finalmente anche il presidente del Consiglio, Matteo Renzi che, evidentemente, ritiene il problema della scuola come uno dei più importanti temi delle riforme: non per nulla, prende in prestito uno dei motti più eclatanti del dittatore iraniano Saddam Hussein...
“La madre di tutte le battaglie è la scuola. - ha dichiarato il premier - Ma su questo non abbiamo fatto tutto. Anzi'. Così Matteo Renzi si è rivolto ai parlamentari del partito democratico all’assemblea dei gruppi Pd.
Molto emblematico il fatto che il presidente del Consiglio, dopo aver fatto questa dichiarazione, abbia rivolto il proprio sguardo proprio verso i parlamentari del Pd, aggiungendo: 'Ci siamo capiti…'.
A quanto pare, Matteo Renzi non è per nulla soddisfatto di come stanno procedendo le cose, visto che il premier ritiene che sia giunto il momento di parlare degli insegnanti, dei programmi e dell’autonomia.
La proposta di Matteo Renzi è quella di 'lanciare, in occasione del rinnovo della segreteria e della direzione, un lavoro nelle località estive in cui il Partito Democratico vada a discutere di scuola. Dal primo al 31 agosto, per dare un segnale forte e coinvolgere le famiglie nella discussione'.
Parliamone, dunque. Parliamone con le famiglie di quella che potrà essere la scuola del domani prima di imporre dei 'diktat' che non piacciono a nessuno.
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