Non accenna ad attenuarsi il dibattito in tema di pensione anticipata 2014: come già sottolineato nel corso di precedenti contributi, l’istituto verrà certamente riformato dopo la ratifica della sesta salvaguardia pro lavoratori esodati, con il governo che dovrà studiare un meccanismo che impedisca la formazione di nuove generazioni di esodati. Il sistema previdenziale di certo verrà reso più flessibile e meno rigido, con la pensione anticipata 2014 eletta a cardine del disegno riformatore.

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Cerchiamo adesso di riepilogare (molto brevemente) i requisiti e contributi Inps richiesti ad oggi per fruire dell’istituto, dopo di che analizzeremo gli scenari futuri.

Pensione anticipata 2014, requisiti e contributi INPS



La pensione anticipata 2014 costituisce una ‘prestazione economica a domanda - si legge sul portale dell’INPS - erogata ai lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (AGO) ed alle forme sostitutive, esonerative ed integrative, la cui pensione è liquidata con il sistema di calcolo retributivo, misto o contributivo’. Per accedere alla pensione anticipata 2014, requisiti e contributi INPS variano a seconda del sesso del lavoratore e dei tempi di decorrenza del diritto al pensionamento: in linea generale, il range va da 42 anni e 1 mese a 42 anni e 6 mesi per gli uomini e da 41 anni e 1 mese sino a 41 anni e 6 mesi per le donne (il dettaglio dei requisiti e contributi INPS è disponibile attivando il seguente link: ‘http://www.inps.it/portale/default.aspx?itemdir=8203’. In questa sede non possiamo riportarlo per problemi di spazio).

Pensione anticipata 2014, proroga opzione contributivo sempre più probabile: ancora possibili Quota 100 e prestito INPS



Come più volte accennato nel corso di precedenti contributi, l’istituto della pensione anticipata 2014 cambierà sicuramente volto; la più importante novità riguarda l’opzione contributivo donne, il cui caso è stato inserito all’interno della riforma della PA dal ministro Madia. L’istituto consente di abbandonare anticipatamente l’impiego raggiunti i 57 o 58 anni d’età più 35 di contributi (il tutto a fronte di assegni pensionistici comunque ridotti rispetto al metodo di calcolo retributivo), ma in assenza di una proroga scadrà nel 2015.



L’intenzione del ministro Madia è proprio quella di dar corso alla suddetta proroga, con i termini di fruizione dell’istituto che dovrebbero essere spostati dal 2015 al 2018; un simile provvedimento potrebbe far tornare d’attualità l’ipotesi di estensione dell’opzione contributivo ai lavoratori uomini, soluzione già paventata in passato ma osteggiata dall’imminente scadenza dei termini per le donne e dalle coperture economiche necessarie per effettuare la manovra. Rimangono poi sostanzialmente immutate le restanti ipotesi di riforma della pensione anticipata 2014: prestito INPS (o APA) a tutti i lavoratori che accettino di abbandonare anticipatamente l’impiego, fissazione di Quota 100 o prepensionamento raggiunti 62 anni d’età più 35 di contributi, manovra quest’ultima che sconta un peso economico enorme (oltre 45 miliardi di euro stando alle stime fornite dall’INPS). In queste ore stiamo lanciando diversi sondaggi sull’argomento e ci piacerebbe avere anche la vostra opinione: siete d’accordo con l’idea di riformare l’istituto della pensione anticipata 2014? Quale ipotesi preferireste venisse adottata? Dateci il vostro parere commentando l’articolo qui sotto!



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