I sindacati si sono mossi sul piede di guerra contro il Miur e contro i 'tieffini': l'oggetto della discordia è il decreto ministeriale N. 308 del 15 maggio scorso attraverso il quale il ministero dell'istruzione ha provveduto a modificare i punteggi attribuiti alle abilitazioni nella tabella di valutazione dei titoli per quello che sarà il rinnovo delle graduatorie di istituto.
Ciò che viene contestato dai sindacati al Miur è l'illegittimità di questa modifica delle tabelle di valutazione che andavano, secondo loro, revisionate attraverso una vera e propria legge dello Stato, anzichè affidarsi ad un decreto ministeriale.
Tale rivendicazione, però, è stata accolta in malo modo dal Coordinamento Nazionale Tfa Ordinario che ha subito accusato i sindacati di voler difendere strenuamente i docenti 'anziani, tutto questo alla luce del fatto che il ricorso al Tar del Lazio è motivato anche dall'assegnazione del cosiddetto 'megabonus' di 42 punti, destinato unicamente agli abilitati, proprio attraverso il Tfa.
Insomma, una 'guerra intestina' che certamente non nobilita quelli che sono i rapporti esistenti all'interno del mondo scolastico, tra le varie 'correnti': da una parte i 'tieffini' rinfacciano ai sindacati come facciano comodo le tessere PAS e gli introiti sicuri, portando avanti, poi, l'intenzione di annullare quella differenza nel punteggio che, a detta dei sindacati, presenta elementi di iniquità e di irragionevolezza; dall'altra i sindacati sono decisi a portare avanti questa personale battaglia contro i presunti privilegi degli abilitati Tfa.
Forse, in questo momento particolarmente delicato per il mondo della scuola, sarebbe invece il caso di cercare più unità e non di perseguire ulteriori divisioni.
© RIPRODUZIONE VIETATA