La Riforma della Pubblica Amministrazione è seguita con particolare interesse anche per alcune novità relative alle Pensioni. Diversi osservatori, infatti, considerano quest'intervento una mini riforma previdenziale in attesa di un progetto più vasto che potrebbe concretizzarsi, in base alle ultime notizie e alle dichiarazioni del Ministro del Lavoro Poletti, a partire dalle prossime settimane attraverso il superamento o la revisione della legge Fornero, nata sotto il Governo Monti, contestata soprattutto dagli esodati, i precoci e in generale da tutti i lavoratori prossimi alla pensione come nel caso del personale Quota 96 della scuola. Si perché nell'intervista al Messaggero, del 1°agosto 2014, il titolare del Welfare avrebbe di fatto "licenziato la Fornero" (è l'opinione di alcuni commentatori) annunciando che il Governo sta lavorando per trovare una soluzione strutturale e universale per l'uscita dal lavoro da inserire, data la complessità e la portata economica, nella Legge di Stabilità che verrà discussa da ottobre.

A questo punto si delineano essenzialmente tre scenari possibili: a) reintrodurre le quote ma questa volta con un tetto più alto, probabilmente 100; b) creare un ponte per chi è ad un passo dalla pensione: in questi casi l'assegno pensionistico ottenuto in anticipo sarà restituito a rate negli anni successivi; c) andare in pensione con 35 anni di contributi e la possibilità di anticipare l'età del pensionamento fino a 62 anni, con un sistema di penalizzazioni (dal 2 all'8% a seconda di quanti anni mancano ai 66). Nessuna penalizzazione per chi ha maturato 41 anni di contributi indipendentemente dall'età anagrafica.

Per la cronaca, nel novero dei detrattori della legge Fornero si è aggiunta in queste ore anche la Corte dei Conti della Liguria che ha rilevato nella disposizione relativa al blocco della perequazione automatica una presunta illegittimità costituzionale. Ora concentriamoci brevemente su alcuni aspetti contenuti nel dl sulla Pubblica amministrazione (ancora in corso di approvazione) che riguardano le pensioni. Ecco le novità in pillole:

  • Circa 4000 lavoratori della scuola, bloccati nel caso Quota 96, potranno finalmente andare in pensione a partire dal 1°settembre 2014 (si teme ancora il veto da parte del Ministero dell'Economia); Reintroduzione dell' opzione donna per le lavoratrici della scuola (vedi dl per conoscere i dettagli);
  • Eliminazione del trattenimento in servizio;
  • Divieto incarico di consulenza ai pensionati;
  • eliminazione delle penalizzazioni a carico di coloro che chiedono la pensione di anzianità prima dei 62 anni, ritenuta una vera e propria ingiustizia nei confronti dei lavoratori precoci.


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