Ieri è stato il giorno della presentazione della Buona Scuola di Renzi, un programma che mira a rifondare il comparto Istruzione eliminando la categoria dei precari e certe tipologie di percorsi abilitanti che così come sono strutturati al momento hanno tempi presso che biblici: nella Buona Scuola di Renzi non ha però trovato posto il caso pensioni Quota 96 della Scuola, una scelta coerente quella del Premier e in linea con quanto lo stesso Renzi aveva dichiarato prima della pausa estiva: ‘Il problema non sono i Quota 96 della Scuola, che hanno una legittima aspettativa, non direi diritto, di andare in pensione, ma quelli che un lavoro non ce l’hanno’.

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Se ignorare il caso Pensioni Quota 96 Scuola mostrando una freddezza dal retrogusto di indifferenza non è piacevole è pur sempre meglio che sentirsi dire di ‘avere pazienza perché mercoledì (cioè ieri, ndr.) ci saranno novità’ salvo poi avere a che fare con l’ennesimo nulla di fatto. Se poi ad aver pronunciato queste parole è lo stesso ministro, Stefania Giannini, che ha spesso promesso salvo poi girare lo sguardo da tutt’altra parte ben si comprende come quello di mentire sia ormai un ‘abitudine consolidata dalle parti di Palazzo Chigi.

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E adesso? Il presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano e il giudice Imposimato continuano con i richiami al Governo e ai ministri, ma il tempo delle parole deve cessare. Ma cessare per davvero. Cerchiamo allora di capire quali potrebbero essere le contromosse in vista di una risoluzione del caso pensioni Quota 96 Scuola.

Pensioni Quota 96 e Buona Scuola Renzi: Giannini ha mentito, Imposimato e Damiano attaccano

La Buona Scuola di Renzi ha dunque ignorato il caso pensioni Quota 96 della Scuola: nulla di nuovo, come nuova non è di certo la pratica di annunciare roboanti soluzioni (vedi dichiarazioni del ministro Giannini) che poi non arrivano. Alla vigilia del giorno che avrebbe inaugurato ufficialmente la Buona Scuola di Renzi, Damiano aveva invitato lo stesso Governo Renzi ad intervenire sul caso pensioni Quota 96 Scuola, ma constato l’ennesimo nulla di fatto si è lasciato andare al ‘consueto’ ed accorato appello: ‘Non abbiamo visto, tra i 12 punti, alcun riferimento al problema di Quota 96 degli insegnanti, il tutto nonostante le promesse del Governo. Serve una soluzione immediata’. Al pressing di Damiano si aggiunge quello del giudice Imposimato, che a margine della maxi manifestazione del 29 agosto scorso non ha avuto dubbi nel sostenere che ‘in merito al caso pensioni Quota 96 Scuola’ ci siano tutte ‘le premesse per ricorrere alla Corte Costituzionale’. La CISL Scuola ha già presentato ricorso, urge dunque attendere: è invece stato presentato da diversi mesi il ricorso alla Corte di Giustizia Europea, un procedimento più lungo e complesso, perché a differenza di un’eventuale pronuncia favorevole della Corte Costituzionale (che stando sempre alle parole di Imposimato produrrebbe effetti per tutta la categoria), una sentenza di accoglimento emessa dall’Organismo Europeo spiegherebbe effetti solo per i firmatari del ricorso (una cerchia purtroppo ristretta). Sul fronte Istituzionale, adesso che l’opportunità costituita dal pacchetto Buona Scuola di Renzi è sfumata, resta in piedi una sola via: il pensionamento scaglionato, una misura che darebbe il là ad un pensionamento graduale con uscita dal lavoro di tutti i 4mila Quota 96 nel giro di due anni. Ripercorrendo con la mente il caso pensioni Quota 96 Scuola viene da pensare che ci si trovi davanti ad una delle assurdità più eclatanti degli ultimi anni, ma questa è la realtà purtroppo. Una realtà che i Quota 96 della Scuola vogliono cambiare semplicemente perché sarebbe giusto che cambiasse. E per giusto intendiamo socialmente giusto, eticamente giusto e moralmente giusto. Continuate a seguirci, vi terremo aggiornati.



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