È appena iniziato l'autunno caldo delle pensioni, ma si presenta già ricco di notizie e avvenimenti salienti, purtroppo non sempre favorevoli nei confronti dei lavoratori. Il tema del grave stato finanziario in cui versa l'Italia ha fatto mettere nuovamente il mirino degli organismi di controllo internazionali sul capitolo delle pensioni, tanto che l'FMI è stato solo l'ultimo in ordine di tempo ad esprimere la necessità di un nuovo taglio sul sistema previdenziale affinché la spending review possa funzionare. Tutto questo dopo che lavoratori, pensionandi e gli stessi pensionati hanno affrontato negli ultimi tre anni una serie molto onerosa di manovre lacrime e sangue.
La proposta dell'APA di Poletti rischia di scontrarsi contro i tecnici interni ed esterni al Paese
Purtroppo la Riforma della previdenza avvenuta con la legge Fornero del 2011 non è stata irrilevante per una grande fetta di lavoratori in procinto di accedere all'Inps. In molti casi le porte della previdenza si sono chiuse improvvisamente, mentre la situazione nel mercato del lavoro diviene ogni giorno più difficile. Stiamo parlando di lavoratori esodati, rimasti senza lavoro e senza possibilità di ottenere la rendita pensionistica; ma anche di precoci che hanno iniziato a lavorare in giovane età e che si sono visti alzare l'asticella dell'uscita dal lavoro. Stessa cosa per chi ha svolto lavori usuranti oppure per i Quota 96, insegnanti e lavoratori ATA spesso definiti come gli esodati della scuola.
Per tutte queste persone il Ministro del Lavoro Poletti ha più volte proposte delle forme di APA (assegno pensionistico anticipato) che potessero fornire un'adeguata salvaguardia verso categorie molto specifiche di lavoratori disagiati, purtroppo senza successo.
Il problema delle coperture finanziarie necessarie a garantire le sanatorie: quando arriverà la svolta?
Come abbiamo visto, il problema non è tanto quello della volontà politica, visto che le tante situazioni di disagio sono riconosciute dal Governo Renzi e sono state oggetto di diverse ipotesi risolutive. Ciò che ha sempre bloccato la messa in pratica delle soluzioni sono stati i pareri tecnici negativi, oltre che un certo modo di fare rivolto a mantenere lo status quo dei diritti acquisiti, piuttosto che a solidarizzare con chi è ancora bloccato nel mondo del lavoro.
Il riferimento è ovviamente all'ipotesi del contributo di solidarietà, portata avanti dal Ministro Poletti e prima ancora dallo stesso Responsabile della Spending Review Carlo Cottarelli. Ora gli occhi restano puntati sulla prossima legge di stabilità, mentre il Governo si è trincerato dietro un silenzio enigmatico.
Le possibilità al vaglio dell'esecutivo Renzi e il parere dei tecnici INPS
Fermo restando che la situazione appena analizzata difficilmente potrà avere grandi variazioni, l'unico impegno preso ufficialmente dall'esecutivo resta la sesta salvaguardia per circa 32000 lavoratori esodati, che attualmente vengono considerati come la fascia di lavoratori più deboli a causa della contemporanea mancanza di reddito da lavoro o da pensione.
Ora gli occhi restano puntati sulla prossima legge di stabilità, prevista per la metà del mese di ottobre. Nel frattempo dai tecnici dell'Inps arriva il suggerimento di prevedere una nuova forma di pensione anticipata di tipo contributivo, provvedimento che risulterebbe a costo zero per le tasche dello Stato, ma non per i lavoratori.