'Troppa carne al fuoco', si era detto a proposito del rinvio della presentazione della riforma della scuola. Da qui arriva l'accusa al governo di voler fare tante, troppe cose (ed anche in fretta) ma non riuscire a concluderne una.

In primis, è l'Amministratore Delegato di Fiat Auto, Sergio Marchionne, al Forum di Cernobbio a lanciare una frecciata all'esecutivo in merito all'eccessiva burocrazia e lentezza nell'attuazione delle riforme: 'Prendete tre cose, realizzatele e poi passate alle tre successive' ha detto il dirigente della casa automobilistica torinese.

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, però, non ci sta e si difende affermando che l’Italia ha il tempo necessario per attuare le riforme e, tra queste, la priorità va data a quella inerente il mercato del lavoro 'che è uno snodo centrale dell’azione di governo'.  La risposta di Padoan non è solo indirizzata a Marchionne ma anche al Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco che, ieri, in un'intervista rilasciata al quotidiano 'Repubblica' aveva messo fretta al governo affermando che l'Italia ha poco tempo a disposizione per far percepire con chiarezza ed accettare il disegno complessivo delle riforme.



Governo Renzi, riforme 2014, Jobs Act: tempo e soldi, i due fattori essenziali

Anche il commissario alla spending review, Carlo Cottarelli tende a gettare acqua sul fuoco, cercando di difendere l'operato del governo: Cottarelli ha sottolineato come sia possibile effettuare tagli per venti miliardi, partendo da una base di spesa primaria di 700 miliardi.

Naturalmente occorre andare oltre il 2015 con il programma in mille giorni del governo.

L'impressione, in questo momento, è che il governo si voglia muovere in tante, troppe direzioni, non riuscendo più a 'capirci niente' o quasi. I due ostacoli principali sono rappresentati dal 'tempo' (l'Italia non può concedersi il lusso di aspettare mesi e mesi per le riforme, perchè la situazione si fa sempre più difficile) e le risorse finanziarie, perchè occorrono soldi per mettere in campo i cambiamenti. Soldi che non sono più appellabili alle tasse e che bisogna trovare attraverso i tagli alle spese. In fretta.