Nuovo colpo di scena nella vicenda che sta preoccupando da qualche giorno milioni di pensionati italiani. Dopo che il Governo Renzi aveva inserito una misura di unificazione dei pagamenti previdenziali e assistenziali al 10 del mese per tutti i percettori di redditi previdenziali, è arrivata la correzione dell'Inps, che cerca di calmare le acque. Secondo quanto comunicato dall'istituto di previdenza italiano, la stangata sarebbe in arrivo solo per chi percepisce contemporaneamente una doppia mensilità sia dall'Inps che dall'Indap. A conti fatti si tratta di una platea di circa 800.000 persone, contro quella più ampia formata da tutti i pensionati che corrisponde a 15.000.000 di percettori.

Dopo le polemiche scatenate da sindacati e associazioni di categoria a difesa degli anziani, questo parziale dietrofront viene minimizzato dall'esecutivo e visto come un successo da chi si è prodigato a difesa dei più deboli.

I sindacati: norma inaccettabile. Ora intervenire su tutta la platea per ripristinare la situazione precedente

Vinta la prima battaglia, i sindacati non nascondono la soddisfazione per quanto ottenuto, ma puntano ad allargare la retromarcia attuata dall'Inps sul provvedimento contenuto all'interno della legge di stabilità 2015 anche per coloro che ne sono rimasti esclusi. In una nuova nota congiunta, i sindacati Cisl, Cgil e Uil hanno spiegato che: "giudicano positivamente la modifica apportata dal Governo sull'assurda norma della legge di stabilità riguardante lo slittamento del pagamento della pensione al 10 del mese.

È evidentemente il frutto della nostra protesta di fronte all'ennesima ingiustizia perpetrata ai danni dei pensionati italiani. Questo però non ci basta e ci batteremo affinché la norma sia ritirata per tutti, anche per quegli 800.000 che hanno la doppia pensione Inps-Inpdap. I pensionati hanno sopportato davvero troppo in questi anni. È ora di lasciarli in pace".

Interviene l'ex Ministra del Lavoro Elsa Fornero: "si poteva evitare lo scompiglio, alternative migliori"

Nel frattempo sul punto è intervenuta anche Elsa Fornero, conosciuta per la sua riforma della previdenza risalente al Governo Monti del 2011. In un'intervista pubblicata sul quotidiana "La Repubblica" ha spiegato che la decisione presa è stata improvvida, perché i risparmi sul bilancio sono limitati e anche le motivazioni alla base di un simile agire non sono state rese chiare alla platea dei pensionati destinatari.

In pratica, l'ex Ministro ha spiegato che in questo modo si è creato un inutile scompiglio e non si è dato seguito ad alternative più utili, come ad esempio l'istituzione di un contributo di solidarietà sulle pensioni più alte (che però incontrerebbe le resistenze della Corte Costituzionale).

Unificazione dei pagamenti, il dado è tratto? Governo Renzi potrebbe riprovarci in futuro

Nonostante per molti la vicenda abbia avuto un lieto fine, restano le preoccupazioni per quello che i sindacati hanno più volte definito come un accanimento verso i pensionati. La paura è che questo parziale dietrofront possa essere servito strumentalmente a calmare le acque, per poi riproporre la misura in tempi futuri. E voi cosa pensate al riguardo? Fateci sapere la vostra opinione con un commento all'articolo. Se invece desiderate restare aggiornati, potete utilizzare il tasto "segui" presente in alto.