Nella giornata di ieri è avvenuto un nuovo incontro tra le principali sigle sindacali rappresentati dei pensionati e il Neo Presidente dell'Inps Tito Boeri, al fine di studiare le linee guida da seguire per l'aggiornamento del protocollo di intesa tra le parti sociali e l'istituto di previdenza pubblico. Per Spi Cgil era presente Carla Cantone, mentre per Fnp Cisl e Uilp Uil hanno partecipato rispettivamente Gigi Bonfanti e Romano Bellissima. Questa nuova occasione di reciproco confronto è stata giudicato in modo positivo dalle sigle partecipanti, ma è risultata anche il punto di partenza per un dialogo di approfondimento con l'ente pubblico.

Nelle prossime settimane parti sociali e Inps collaboreranno con l'obiettivo di modificare l'attuale protocollo di relazioni esistente, affrontando tutti i quei nodi che sono direttamente riferibili all'attività dell'istituto di previdenza e che hanno evidentemente un grosso impatto nella vita quotidiana dei pensionati italiani.

Riforma pensioni, la Camera studia come introdurre più flessibilità nel campo della previdenza

Nel frattempo, prosegue il lavoro della Commissione lavoro presso la Camera dei Deputati: l'ex Ministro del lavoro Cesare Damiano vorrebbe introdurre delle nuove forme di flessibilità previdenziale, ma ammette di avere una visione operativa diversa rispetto a quella dell'esecutivo.

La Commissione starebbe infatti lavorando su due proposte: la prima riguarderebbe la possibilità di ottenere la pensione anticipata con 62 anni di età e 35 di versamenti (dunque una specie di quota 97) pur accettando di subire una penalizzazione massima dell'8% sulla mensilità effettivamente corrisposta dall'Inps. La seconda ipotesi si riferisce invece alla Quota 100, con la quale dovrebbe decadere completamente il limite di età anagrafico, andandosi a sommare semplicemente gli anni di versamenti con l'età del lavoratore. Il Governo e l'Inps, al contrario, avrebbero allo studio delle ipotesi meno onerose per le casse pubbliche, come le mini pensioni con il prestito pensionistico oppure le anticipate con ricalcolo contributivo.

Per flessibilizzare l'uscita dal lavoro serve ricambio generazionale

Il tema della riforma previdenziale non è importante solo per i lavoratori in stato di disagio e i disoccupati in età avanzata, che risultano troppo anziani per potersi reinserire nel mondo produttivo e troppo giovani per poter accedere alle tutele dell'Inps. Coinvolge anche i giovani lavoratori, che non riescono ad ottenere il primo impiego a causa del blocco avvenuto nel naturale sistema del turn over: la drammaticità della situazione è confermata dal livello della disoccupazione giovanile, superiore al 40%. Secondo quanto affermato dall'On. Damiano in una recente intervista al Riformista, è fondamentale "affrontare temi come la questione giovanile attraverso l'introduzione di un criterio di flessibilità sull'età pensionistica", perché "il problema dei giovani non sta solo nella quantità dei contributi, ma sul fatto di versarli in modo continuativo".

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