Negli ultimi giorni si sono avvicendate diverse nuove ipotesi di riforma del sistema previdenziale, con particolare attenzione alla situazione dei lavoratori disagiati over 55 e di tutti coloro che sono rimasti disoccupati in età avanzata. Purtroppo, in seguito alla legge Fornero del 2011, si è venuta a creare una larga platea di soggetti senza copertura di reddito da lavoro o welfare, che risultano troppo anziani per potersi reinserire nel mondo produttivo e troppo giovani per poter accedere alle tutele dell'Inps. A tale proposito, il neo Presidente Inps Tito Boeri ed il Ministro del lavoro Giuliano Poletti starebbero pensando ad un ricalcolo contributivo delle mensilità erogate sopra un certo importo, come soluzione di compromesso per poter concedere ai lavoratori in difficoltà il pensionamento anticipato.

Un meccanismo che viene indicato come uno dei pochi a poter agire con equità, visto che per l'economista della Bocconi gli unici diritti previdenziali acquisiti sono quelli relativi ai contributi effettivamente versati.

Riforma pensioni 2015 e quiescenza anticipata, Damiano invita legislatori e tecnici a riflettere attentamente sui dati

"Prima di pensare ad una tosatura indifferenziata di coloro che sono andati in pensione con il calcolo retributivo, sarebbe opportuno approfondire alcuni dati" spiega il Presidente della Commissione lavoro alla Camera Cesare Damiano, riferendosi in particolare a "quelli relativi al passivo di bilancio". Il Parlamentare fa evidentemente riferimento agli attivi e passivi dei singoli fondi, visto che la situazione non appare per nulla omogenea.

Sopra ogni cosa, l'ex Ministro del lavoro afferma di voler neutralizzare che un nuovo adeguamento del sistema previdenziale venga ancora una volta fatto pesare sui "soliti noti", ovvero su coloro che hanno già sopportato molto in termini di sacrifici.

Riforma pensioni, prosegue il confronto tra le forze politiche: da proposte minoranza PD a Lega Nord

Che il tema della previdenza resti uno degli argomenti caldi della politica lo rivela anche il susseguirsi di ipotesi e proposte, non solo da parte dei tecnici Inps e del Ministero del lavoro, ma anche dalle minoranze e altre forze politiche. Lo stesso Damiano starebbe lavorando con la Commissione lavoro per proporre all'esecutivo l'attuazione di due meccanismi di pensionamento anticipato: l'uscita flessibile con 62 anni di età e 35 di contribuzione (ma con una penalizzazione massima dell'8%) e l'ormai famosa quota 100.

Nelle scorse ore sta facendo molto parlare anche la proposta della Lega Nord, che sulla scia della Flat Tax vorrebbe proporre delle pensioni fisse di 1.000 € per tutti, purché si siano versati almeno 40 anni di contributi con una quota massima annua di versamenti corrispondente a 7.500 € l'anno (di cui 5.000 versati per i dipendenti dai datori di lavoro).

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