"Servono aggiustamenti come la flessibilità in uscita. Consentire ai lavoratori di non essere inchiodati all'asticella fissata dalla Fornero, che ormai è tra i 66 e i 67 anni, per poter uscire qualche anno prima, sebbene con un assegno ridotto": sono le parole pronunciate dal sottosegretario del Mef Pier Paolo Beretta, riguardo il delicato tema della riforma previdenziale 2015 durante un'intervista tenutasi per il giornale QN. Ma l'esponente dell'esecutivo non si è limitato solo a commentare la complessa situazione vissuta dai lavoratori e pensionati in età avanzata e con difficoltà dovute al mancato pensionamento.

Beretta ha anche commentato il lavoro che sta portando avanti il Ministro del Lavoro Poletti assieme al Presidente Inps, augurandosi che le ipotesi possano trovare l'attuazione legislativa entro una tempistica breve.

Riforma pensioni 2015: tempistiche restano comprese nell'anno in corso, ma la svolta non sarà a breve

Stante la situazione, appare chiaro che l'Inps e l'esecutivo stanno studiando la migliore soluzione di compromesso tra le esigenze dei lavoratori e quelle di tenuta dei conti.

Purtroppo a fare da freno vi è appunto la necessità di trovare delle adeguate coperture all'interno del bilancio pubblico, perché una misura non studiata attentamente su questo particolare aspetto rischierebbe di venire vanificata con un parere ostativo da parte di Bruxelles. Al momento la svolta sarebbe data per certa entro la fine dell'anno, ma ben più difficile che possa arrivare in breve tempo.

Gli eventi non appaiono ancora maturi: bisognerà infatti attendere che l'Inps termini le proprie valutazioni tecniche sulle varie opzioni di pensionamento anticipato e le invii al Ministro del lavoro Poletti, un percorso che potrà realizzarsi non prima del prossimo giugno. Successivamente partiranno le discussioni interne al Governo Renzi e i necessari confronti con parti sociali e forze sindacali.

Infine, vi sarà la valutazione definitiva da parte dei tecnici del Mef, che si occuperanno di rendere coerente il nuovo capitolo di spesa con la prossima legge di stabilità.

Pensioni anticipate e metodo Boeri: sistema delle quote troppo oneroso? L'Inps studia soluzione contributiva

Nel frattempo il neo Presidente Inps Tito Boeri sarebbe già al lavoro sulla ricerca dei meccanismi di pensionamento migliori per cercare di superare la barriera dei vincoli finanziari. Secondo le stesse dichiarazioni dell'economista, l'idea in grado di aggirare più facilmente le perplessità di Bruxelles sarebbe quella del calcolo contributivo della mensilità pensionistica erogata in anticipo.

Sebbene l'Inps, in questo modo, si trovi costretta a delle uscite maggiori di cassa nel breve periodo, i costi potrebbero riequilibrarsi successivamente con il minor peso di queste Pensioni nei conti di lungo termine. Un meccanismo che invece non risulterebbe possibile con il sistema delle quote allo studio nel Parlamento e che nei casi di maggior apertura (come con il prepensionamento a quota 100), che potrebbe arrivare a costare fino a 10 miliardi di euro. E voi, cosa pensate al riguardo della vicenda? Fateci conoscere la vostra opinione inserendo un commento nel sito, mentre se volete ricevere i prossimi aggiornamenti sulle pensioni flessibili vi ricordiamo di cliccare il comodo tasto "segui" che trovate in alto, sopra al titolo dell'articolo.

Segui la pagina Pensioni
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!