Pensioni, si cambia: il ministro Poletti ne aveva già parlato qualche tempo fa, ma le intenzioni di modifiche nella direzione di una maggiore flessibilità per chi vuole uscire dal mondo del lavoro ed andare in pensione prima,o sono state confermate nel corso del question time al Senato del 9 aprile scorso. Ne fa notizia il Messaggero del 10 aprile 2015, che riprende le dichiarazioni del ministro del Lavoro in Parlamento.
Le modifiche alle pensioni potranno aversi nel corso della discussione per la prossima Legge di Stabilità di ottobre: occorrerà studiare una soluzione che sia graduale ed economicamente sostenibile.
La riforma delle pensioni, infatti, comporterà un aggravio dei costi in relazione alla spesa pensionistica, rispetto a quelli attuali stabilizzatisi ormai da tre anni con l'adozione della Legge Fornero.
Riforma Pensioni: modifiche alla Fornero nella Legge di Stabilità 2016
Il punto centrale della riforma delle pensioni è quello della flessibilità in uscita dal mondo del lavoro: i contribuenti che vorranno lasciare il proprio lavoro in anticipo rispetto agli odierni requisiti di età, lo potranno fare, ma dovranno acconsentire ad una decurtazione dell'assegno pensionistico. L'ipotesi che si è fatta nelle scorse settimane è quella che prevede una flessibilità di età che va dai 62 ai 70 anni, con penalizzazioni-premi sulla bilancia delle scelte del contribuente.
Il perno dell'intera riforma delle pensioni è, dunque, la flessibilità, ma la modalità dovrà essere necessariamente graduale.
Lo stesso presidente dell'Inps, Tito Boeri era intervenuto sull'argomento parlando di una proposta dell'ente previdenziale da sottoporre al Parlamento. Lo scoglio principale è quello delle coperture finanziarie: andare in pensione prima, infatti, potrebbe risultare particolarmente penalizzante per il contribuente se la misura non fosse coadiuvata da una spesa pubblica espansiva. Ipotesi, quest'ultima, che andrebbe ad intaccare negativamente i conti pubblici: in tal senso, il Governo Renzi proverà a convincere l'Unione Europea che la riforma delle pensioni non minaccerebbe la sostenibilità dei conti di bilancio nel lungo periodo. Ma l'esito appare tutt'altro che favorevole.