Il ddl sulla Buona Scuola dovrebbe rispettare quella che è la tabella di marcia fissata dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi: presentato ieri, martedì 31 marzo in commissione cultura della Camera, verrà, con tutta probabilità, licenziato dall’aula del Parlamento entro la fine del mese di aprile. L’ok del Senato dovrebbe, invece, arrivare entro la prima metà del mese di maggio, mentre per i primi giorni del mese di giugno è atteso l'ok definitivo di Montecitorio.

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Il capitolo riguardante le assunzioni è uno dei più spinosi e, naturalmente, fra i docenti precari c'è grande attesa per ciò che conterrà il decreto che riguarderà la riforma della scuola.

Riforma scuola: Miur simula assegnazione dei posti per i docenti

Uno degli aspetti, senza dubbio, maggiormente interessanti è rappresentato dalle 100.000 assunzioni in ruolo previste a partire da settembre 2015 e, in questi giorni, al Ministero dell'Istruzione si stanno approntando delle simulazioni riguardanti proprio l’assegnazione dei posti: naturalmente, il nuovo organico verrà stabilito secondo il fabbisogno di ogni singola regione.

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Ancora maggior curiosità desta il capitolo riguardante la chiamata diretta, anche perchè sono diversi i punti ancora da chiarire: l'unico aspetto che sembra ormai certo è quello riguardante il dirigente scolastico che proporrà gli incarichi agli iscritti all'albo territoriale (l'assegnazione dell'incarico durerà tre anni). 

Ddl scuola, chiamata diretta: poteri dei presidi, ci penserà il Miur? 

Al momento, invece, non si sa come si dovrà comportare un docente, nel caso in cui venga contattato da più scuole, e come, viceversa, un docente già di ruolo ed avente quindi diritto ad avere un incarico non venga, invece, chiamato da nessuno.

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C'è un'altra ipotesi che sta prendendo piede nelle ultime ore: la possibilità di portare negli albi tutti quei docenti con il punteggio della graduatoria di provenienza. Ad ogni insegnante potrebbe essere data la possibilità, in base al punteggio e alla propria posizione nella lista, di poter scegliere la scuola.

La normativa riguardante la chiamata diretta dei dirigenti scolastici, in ogni caso, dovrebbe essere regolamentata dal Ministero dell'Istruzione e il dicastero del ministro Stefania Giannini dovrà fare anche in fretta se vorrà evitare che il Parlamento possa imporre dei nuovi modelli che potrebbero piacere ancor di meno agli insegnanti.

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