Pare proprio che si inizi a respirare un'aria nuova intorno al sistema pensionistico italiano. Spira infatti un vento favorevole che arriva direttamente dall'orizzonte finanziario, proprio dalla persona che gestisce le sorti economiche delle casse dello Stato. In una parola sola dal ministro Padoan, proprio il ministro che fino a qualche giorno fa si è dimostrato essere persona intransigente e poco incline a cambiamenti che potessero turbare i conti pubblici.

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Ma qual è il Padoan pensiero circa la riforma Fornero? 

Secondo Padoan, infatti, la legge Fornero pur con le sue storture e forzature, era l'unica che poteva garantire tranquillità e stabilità al sistema economico italiano. Ora la sua apertura al dibattito sulla riforma Pensioni, al rigido sistema pensionistico vigente con la legge di stabilità 2016, è indice che qualcosa di positivo si sta profilando all'orizzonte.

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 Le finanze dello Stato migliorano, tanto da farci pensare  ad una controriforma della legge Fornero. Ed è proprio lui, il ministro Padoan ad annunciarla. Ma come riformare la legge Fornero?

Quali le ipotesi più credibili e possibili? C'è bisogno di una  riforma delle pensioni strutturale. Sui tavoli del governo le ipotesi possibili sono diverse, ma sempre le stesse. C'è la proposta "quota 100" di Cesare Damiano, c'è l'uscita anticipata con 62 anni e 3 mesi sempre del presidente della Commissione lavoro della Camera, ma con una decurtazione della pensione in rapporto agli anni che mancherebbero ai requisiti oggi vigenti; c'è la proposta "quota 41" che piace ai lavoratori precoci e c'è il "prestito pensionistico" avanzato dall'ex ministro Giannini che prevederebbe la flessibilità in uscita anticipata a 62 anni in cambio di una pensione di circa 700 euro mensili.

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Soldi che poi il lavoratore dovrà restituire all'Inps al momento del raggiungimento dei 66 anni, a piccole rate mensili. C'è poi chi spinge anche per l'adozione dell'opzione donna per gli uomini, che prevede l'estensione delle norme fino al 2018.

Insomma la partita è aperta e si gioca a tutto campo. L'arbitro imparziale sarà comunque sempre lui, il ministro Padoan che dovrà avere orecchie aperte alle sirene pro modifiche ed occhi aperti sui conti pubblici, per non incorrere in rischi fatali che possano far ricadere le scelte sbagliate su chi invece si aspetta soluzioni condivise e rapide.

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