Si alimenta l'attesa riguardo le azioni che il Governo Renzi intraprenderà entro l'inizio di giugno per rendere esecutiva la sentenza numero 70/2015 emessa dalla Corte Costituzionale, a favore del rimborso dei pensionati in relazione al blocco Istat deciso nel 2011. La Consulta non è entrata nel merito di come dare seguito alla propria interpretazione pertanto la questione è ora passata nelle mani dei tecnici.

Ora si dovrà tentare di produrre un punto di equilibrio tra le esigenze dei pensionati e quelle degli altri cittadini, che si riflettono nel contenimento della spesa pubblica e nella sostenibilità del bilancio Inps. Ma il problema non è relativo solo alla situazione del biennio 2012 - 2013 (ovvero il periodo oggetto della sentenza), perché di fatto il nuovo meccanismo di applicazione delle rivalutazioni avrà un impatto anche per l'anno in corso e per quelli successivi.

Riguardo al passato, se la decisione della Consulta fosse applicata in modo immediato e totale, i pensionati si vedrebbero restituire una somma che va dai 4.000 ai 10.000 euro lordi, mentre gli unici a non vedere cambiamenti effettivi saranno coloro che percepiscono un assegno inferiore al triplo della pensione sociale. Per questi soggetti, infatti, la rivalutazione è stata finora applicata senza alcuna forma di penalizzazione.

Non perdere le ultime news!
Clicca sotto sull’argomento che ti interessa. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.
Pensioni

Governo studia contenimento dei costi, si pena a nuova sforbiciata sulle pensioni più alte

Stante la situazione, è chiaro che l'esecutivo potrebbe cercare di applicare la sentenza rimodulando il limite imposto dal Governo Monti. A tal proposito, il Consigliere economico del PD Filippo Taddei ha spiegato all'Agenzia d'informazione Ansa che l'obiettivo della sentenza resta comunque di garantire l'equità sociale nell'erogazione delle pensioni pubbliche.

"La Consulta dice che la pensione è retribuzione differita" spiega il Presidente della Commissione bilancio alla Camera, indicando che "i benefici pensionistici vanno allineati ai contributi effettivamente versati, mantenendo l'equità e quindi intervenendo solo sulle Pensioni più alte". D'altra parte, alzare il moltiplicatore delle rivalutazioni potrebbe rendere digeribile per i costituzionalisti la decisione presa da Monti, restituire una parte di reddito a chi percepisce pensioni più basse e limitare l'impatto della decisione sui conti pubblici.

Se desiderate ricevere i prossimi aggiornamenti in tema di riforma delle pensioni vi ricordiamo di utilizzare il comodo pulsante "segui" che trovate in alto, sopra al titolo dell'articolo. 

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto