Durante Porta a Porta, la trasmissione trasmessa da Bruno Vespa su Rai Uno, il premier Matteo Renzi ha affermato che il governo in vista della nuova legge di stabilità è a caccia di un nuovo sistema pensionistico che permetta al lavoratore di godere di un maggiore flessibilità. Negli ultimi tempi quello delle pensioni è un argomento delicato che infiamma l'opinione pubblica. Il presidente del consiglio dei ministri ha deciso anche di parlare riguardo al tema caldo dei rimborsi che la consulta ha imposto in seguito all'analisi della legge Fornero.

Per quanto riguarda le pensioni quello che propone il presidente del consiglio dei ministri è di dare ad alcune di quelle persone bloccate dalla legge Fornero di poter accedere alla retribuzione pensionistica rinunciando a una parte del proprio assegno mensile. Non tutti saranno ovviamente felici di accedere al trattamento pensionistici rinunciando ad una parte del proprio assegno. Si tratterebbe però di un provvedimento che garantirebbe ai lavoratori una maggiore flessibilità in uscita dal mercato.

Il presidente del consiglio dei ministri tornando sul tema dei rimborsi necessari da effettuare ai cittadini in seguito alle decisioni dell consulta affermando "sarebbe facile lamentarmi del passato, c'era un problema e lo abbiamo risolto in 15 giorni".

La soluzione promossa dal decreto redatto da Renzi e dal suo Governo per quanto riguarda lo scaglione di pensionati che percepiscono un assegno mensile superiore a 1.486 euro e nel 2013-2013 non hanno subito la mancata indicizzazione. A poter usufruire, infatti, del rimborso sono coloro che al 31 dicembre 2011 percepivano un assegno da tre volte superiore a 6 volte inferiore a quello minimo erogato dall'ente di previdenza sociale. A non poter usufruire del rimborso saranno anche coloro che sono andati in pensione dal 2013 in poi. Il rimborso dovrebbe essere erogato in più trance: la prima potrebbe essere disposta per il prossimo 1 agosto e dovrebbe oscillare tra le 278 euro e le 750 euro, la seconda potrebbe portare nelle tasche dei pensionati tra le 60 e 180 euro annue in più rispetto a quanto percepito fino a quel momento.