Continua la discussione sulla riforma del sistema previdenziale italiano da parte di alcuni esponenti politici. Negli ultimi giorni, da registrare l'intervento di Carlotta De Franceschi, consigliere economico di Matteo Renzi, che ha messo in evidenza la possibilità di intervenire per tutelare i lavoratori anziani in difficoltà economiche, cioè quelle persone che potrebbero perdere il lavoro in prossimità del raggiungimento dei requisiti per poter accedere alla pensione, così come evidenziato sul sito pensionioggi.it.

Anche il presidente dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), Tito Boeri, è intervenuto sulla questione proponendo un assegno universale per tutti gli over 55, senza lavoro, progetto sostenuto anche dall'Unione Europea.

Marianna Madia favorevole al part-time generazionale

Marianna Madia, ministro della Pubblica Amministrazione, sostiene con forza il cosiddetto part-time generazionale per dare la possibilità ai più giovani di essere assunti, in questo periodo in cui la disoccupazione ha raggiunto livelli allarmanti.

Ricordiamo, però, che la sua ipotesi era stata bocciata lo scorso anno dalla Ragioneria di Stato per i costi previsti troppo alti. Infatti, l'idea era quella di portare al prepensionamento i lavoratori dipendenti statali due anni prima rispetto a quanto stabilito dall'attuale normativa in vigore, proprio per liberare posti di lavoro nell'ottica di creare nuove assunzioni.

Proposta dell'esponente Pd Gnecchi relativamente ai quota 96 del comparto scuola

Una novità da parte della Gnecchi del Partito Democratico, relativamente ai quota 96 del comparto scuola. L'esponente del Pd ha presentato un disegno di legge con il quale si chiede la possibilità di andare in pensione, applicando la vecchia normativa previdenziale, per tutti quei lavoratori che hanno raggiunto i requisiti entro l'anno scolastico 2011-2012, secondo quanto riportato sul sito pensionioggi.it. Se entro questa data, il lavoratore avrà raggiunto la cosiddetta quota 96 (somma tra età anagrafica e contributi versati), egli potrà andare in pensione derogando dalla Legge Fornero.

Damiano contrario all'assegno universale

Infine, qualche preoccupazione per il presidente della Commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano, relativamente all'assegno universale proposto dal numero uno Inps, Boeri; è vero che potrebbe sostenere chi si trova in difficoltà economiche ma è pur vero che, questa ipotesi, non risponde alla necessità di creare un'età pensionabile flessibile. Infatti, la sua proposta è quella di concedere l'assegno pensionistico a quei lavoratori che hanno raggiunto 62 anni di età oppure al raggiungimento della quota 100.
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