Va avanti malgrado scioperi, rinvii e aspre polemiche sulla riforma Scuola che prevede anche le assunzioni degli insegnanti e incassa il sostegno del presidente della Repubblica sulla riforma Pensioni, mentre cresce l'attesa per il decreto legge che dovrà sostanzialmente applicare la sentenza della Corte Costituzionale sull'adeguamento dei trattamenti pensionistici. Il premier Matteo Renzi - mentre il voto finale sul ddl Buona Scuola del ministro Stefania Giannini slitta alla Camera da martedì 19 a mercoledì 20 maggio - contrattacca e ci mette la faccia in un video denunciando le notizie false messe in giro dai detrattori sulla riforma del sistema scolastico e gli "slogan ideologici".

Riforma scuola e assunzioni insegnanti, Renzi contrattacca mentre slitta il voto finale

Ma così come sulla riforma pensioni, anche sulla riforma della scuola il segretario del Pd dovrà fare i conti oltre che con i sindacati e le opposizioni anche con la minoranza interna de suo partito. Sulla mancata intesa con le parti sociali e lo sciopero contro la Buona Scuola e le richieste di un decreto per le assunzioni, il premier ha detto che tanto "lo sciopero l'avrebbero organizzato lo stesso". Renzi va avanti a fa sapere che non si ferma di fronte a tanto chiasso.

"C'è tanto ancora da fare - ha detto ieri sera secondo quanto riporta LaPresse - ma abbiamo ancora tanta energia". Stessi concetti che avrebbe manifestato nell'incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il quale ha fatto il punto della situazione sugli effetti della sentenza della Consulta sull'indicizzazione degli assegni previdenziali e della riforma pensioni Fornero che impongono una revisione del sistema previdenziale tenendo conto delle indicazioni della maggioranza contenute nella risoluzione del Def sull'introduzione di nuovi meccanismi di flessibilità in uscita dal lavoro verso la pensione anticipata caldeggiate anche dalla Lega Nord di Matteo Salvini.

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Pensioni Scuola

Riforma pensioni e sentenza Consulta, vertice al Quirinale tra il premier e Mattarella

Il premier ha spiegato con amarezza che non è stato possibile prevedere un bonus per chi affronta condizioni di povertà proprio a causa della sentenza della Corte Costituzionale. La situazione dovrebbe essere risolta dal consiglio dei ministri, non più, a quanto pare, venerdì 15 maggio, ma lunedì 18 maggio se non oltre. Sembra che l'esecutivo ritenga necessari maggiori approfondimenti vista la delicatezza della questione in materia di finanza pubblica.

Da Mattarella l'indicazione è stata chiarissima: la decisione dei giudici costituzionale va rigorosamente rispettata e applicata nella consapevolezza che comunque bisogna tutelare i conti pubblici che rappresentano alla stessa maniera un "bene costituzionale". Ma è stata la riforma della scuola ieri la vera preoccupazione di Renzi in attesa del voto finale. Per questo è tornato a metterci la faccia apparendo in video da Palazzo Chigi per spiegare senza mediazioni di giornalisti e sindacati il disegno di legge sulla Buona Scuola che contempla anche il piano straordinario per le assunzioni di 100.000 insegnanti tra il 2015 e il 2016.

"L'Italia sta ripartendo - ha detto Renzi con ottimismo -. Con tutti i nostri limiti - ha aggiunto il premier - abbiamo l'occasione di costruire un futuro di opportunità per i nostri figli. Sciuparla - ha sottolineato - sarebbe un errore".

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