Il delicato argomento delle Pensioni non riguarda solo i rimborsi dovuti dallo Stato italiano nei confronti di coloro che non hanno visto la legittima assegnazione dell'indicizzazione sul proprio assegno mensile in seguito all'approvazione della legge Fornero, recentemente bloccata dalla consulta. La riforma sulle pensioni riguarda anche gli esodati e coloro che in futuro si troveranno a dover fare i conti con l'Inps.

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Proprio sugli esodati e sulla flessibilità di uscita dal mondo del lavoro arrivano le ultime novità per quanto riguarda la riforma del sistema pensionistico italiano.

La flessibilità sembra che debba attendere la risoluzione del problema degli esodati che di questi tempi continua a registrare alti numeri di proteste. Si tratta con precisione di tutti coloro che in seguito alla legge Fornero, in procinto della pensione, visti i cambiamento apportati dal testo al sistema pensionistico si sono ritrovati in pochissimo tempo senza lavoro e senza l'assegno mensile pensionistico tanto atteso.

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Secondo quanto riportato dal portale specializzato pensioni oggi, l'Inps si troverebbe in questo periodo nella condizione di poter rimettere in regola e tutelare i 49mila 500 lavoratori che in questo periodo non risultano ancora nella categoria degli esodati. Al momento dal Parlamento sarebbero pronti due provvedimento in questa direzione. Uno arriva dal Pd che sancirebbe la tutela di soli 26mila cittadini estendendo al 7 gennaio 2017 i termini di accesso alla salvaguardia.

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Pensioni

L'altro presentato dalla Lega che proporne di effettuare l'accesso alla salvaguardia fino al completo esaurimento delle risorse economiche disponibili.

Le novità non si ferma agli esodati e si continua ad andare avanti nel tentativo di rendere più flessibile il rigido sistema pensionistico italiano. Il presidente della Commissione Lavoro in Senato ha presentato in queste ore un ddl focalizzato sulla regolamentazione dei pensionamenti flessibili. I punti chiave di questo provvedimento riguardano la riduzione dell'età pensionistica e l'inserimento nel sistema pensionistico di alcune tutele riservate alle donne, come avevano proposto alcuni giorni fa i 5Stelle.

L'attenzione di tutti si focalizza sulla possibilità di poter accedere al trattamento pensionistico all'età di 62 anni con l'accettazione di una riduzione dell'assegno mensile pari all'8% del totale, solo nel caso dell'acquisizione di almeno 35 anni di contributi.

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