L'intero mondo della scuola è sceso nuovamente in piazza, oggi 5 maggio, in occasione del primo sciopero unitario a distanza di sette anni contro la riforma della scuola di Matteo Renzi. Non solo docenti ma anche i precari della scuola, personale Ata, studenti e genitori si sono schierati con forza contro il ddl, ciascuno avanzando le proprie ragioni. Ecco perché oggi la scuola italiana si è fermata per quegli aspetti della riforma scuola 2015 che non convincono, con la conseguente replica della ministra dell'Istruzione, Stefania Giannini, che si è definita perplessa in merito alle proteste contro il ddl di Matteo Renzi.

Ecco i punti caldi della riforma scuola 2015 al centro della protesta

Il mondo della scuola e non solo si scalda contro il ddl di Matteo Renzi. Oggi 5 maggio è una giornata da segnare in rosso sul calendario poiché in tanti sono scesi in piazza nel tentativo di far valere le proprie ragioni nei confronti della riforma scuola 2015 che, secondo i vari punti di vista, conterrebbe lacune e aspetti critici. La Buona Scuola di Matteo Renzi e del suo governo proprio non piace al mondo della scuola stessa. I principali punti critici sono: il ruolo dei dirigenti scolastici, con un eccessivo potere attribuito ai presidi-manager e che secondo i professori potrebbe far emergere clientele e corruzioni.

A far paura in particolare sarebbe la chiamata diretta da parte del preside che compirà la scelta dei docenti consultando gli albi territoriali, con il rischio di privilegiare alcuni a scapito di altri. Ma a far sentire la propria voce contro la riforma scuola 2015 ci sono anche i tanti precari della scuola che in base al ddl di Renzi sarebbero esattamente 100.701 in attesa di essere assunti il prossimo settembre ma che secondo i manifestanti dovrebbero essere decisamente di più.

La lista di coloro che esprimono il loro dissenso nei confronti della Buona Scuola di Matteo Renzi si allunga includendo anche gli esclusi dalle Gae così come i professori già assunti contro il rischio mobilità. Non sono da meno gli studenti che fanno sentire la propria voce manifestando contro gli sgravi alle scuole paritarie, altro punto critico del ddl sulla scuola ma anche contro i finanziamenti privati a scuole pubbliche e i tagli all'edilizia.

A chiedere delle modifiche esemplari alla riforma scuola 2015 anche i parlamentari. Tutti contro la Buona Scuola di Renzi, dunque, al punto da far intervenire la Giannini che, come riporta Il Corriere della Sera, ha replicato manifestando le sue perplessità ed assicurando che i punti oggetto di protesta siano in realtà del tutto estranei a ciò che il governo vuole realmente fare con l'approvazione della riforma della scuola. Quella Buona Scuola che continua a non piacere e a lasciare dubbi e domande ancora senza risposte. Per tutte le ulteriori novità sul mondo della scuola e del lavoro in generale, vi invitiamo a cliccare sul tasto "Segui" in cima a questo articolo.