Sono arrivate nuove importanti dichiarazioni sul caso dell'opzione donna da parte del Presidente Inps Tito Boeri, durante la sua audizione tenutasi due giorni fa presso la Camera dei Deputati: l'economista ha infatti analizzato in via approfondita la sostenibilità delle numerose ipotesi di flessibilizzazione dell'accesso alla pensione, indicando questa possibilità tra quelle maggiormente virtuose ed anzi rilanciando il tema di una maggiore apertura dei relativi parametri. "Nel caso di carriere femminili, sono molto frequenti le interruzioni di carriera, quindi il criterio di 35 anni di contributi è molto restrittivo" ha spiegato Boeri, evidenziando anche come "per le donne non si devono adottare requisiti molti stringenti, altrimenti la platea diventa limitata".

Ma la vera sorpresa è arrivata con il suggerimento di considerare l'opzione donna come una buona strategia di riferimento anche per aprire ai prepensionamenti degli uomini, andando a confermare ancora una volta come l'idea della fuori uscita contributiva venga considerata tra le più sostenibili rispetto alle misure alternative attualmente allo studio.

Opzione donna, dopo le affermazioni del Presidente Inps ecco il nuovo commento dal Comitato

"Fermo restando che rimango sempre piuttosto disorientata da quelle che sono le economie in termini di rapporto che rilevo fra le varie Istituzioni, devo dire che ritengo sia stato fatto un importante passo avanti sulla strada della nostra travagliata vicenda.

Mi riferisco in particolare a quanto dichiarato dal Ministro Poletti durante l'audizione del 3 Giugno scorso. Ribadendo che fosse tempo di sciogliere il nodo Opzione Donna, asseriva che ancora non si fosse trovato un totale accordo sia con l'INPS che con il MEF". Sono le parole di Orietta Armiliato del Comitato opzione donna, rilasciate in esclusiva per Blasting News a commento delle ultime novità in arrivo dal Parlamento. "Dopo le dichiarazioni del Prof. Boeri e del Dott. Crudo di ieri in audizione direi, senza alcun dubbio, che la posizione dell'INPS sia stata palesemente acclarata e che quindi il nodo, se di nodo si trattava, sia stato sciolto con esito favorevole. Il "pettine" che ha in mano il Ministro ora deve passare fra 'le chiome' del MEF, ma anche in riferimento all'assunzione fatta ieri dalla parlamentare Antonella Incerti (Commissione Lavoro), parrebbe proprio che nodi non ce ne siano o, se si, potremmo dire che si tratta di un micro-nodo.

Quindi il Ministro non dovrebbe incontrare grosse difficoltà neppure con la Ragioneria dello Stato".

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