Sono ormai passati oltre tre anni dall'entrata in vigore della legge Fornero, dell'uragano che si è abbattuto sul quadro economico e sociale italiano. Legge che tante lacrime ha fatto versare, che tanta rabbia ha fatto esternare per le ingiustizie, per gli errori mai rimediati. Vedi i casi degli esodati, vedi l'incredibile vicenda dei quota 96 scuola. Eppure in questi anni molto si è discusso, ma mai si è arrivati a modifiche sostanziali.La motivazione è sempre stata a stessa: le casse dello Stato sono vuote. Ora, però, a distanza di oltre tre anni dall'entrata in vigore della legge tutta "lacrime e sangue", una cosa apparecerta: il 2015 sarà l'anno della controriforma della legge Fornero.

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Lo hanno dichiarato esponenti di primissimo piano del Governo, dal ministro dell'Economia Padoan ( il più accanito sostenitore della legge stessa), al ministro al lavoro Giuliano Poletti, lo ha ribadito il presidente dell'Inps Tito Boeri, lo hanno chiesto i presidenti delle commissioni lavoro della Camera e del Senato, gli onorevoli Damiano e Sacconi. Se, come appare, ora tutti sono concordi, a quando le modifiche? Ma soprattutto quali? Qualii destinatari?

Iniziamo con il quando. Qui non vi dovrebbero essere discordanze tra i vari interlocutori: il prossimo autunno con la legge di stabilità 2016, stando alle dichiarazioni degli esponenti del governo.In che modo il governo vorràritoccare la legge Fornero e nei confronti di chi?.

Quota 100, quota 41, opzione donna e precoci: le soluzioni

Diverse sono le ipotesi di modifica che in questo periodo si sono date battaglia. L'ipotesi più accreditata pare debba essere quella che prevede la possibilità di lasciare il lavoro con un minimo di 35 anni di contributi e un'età anagrafica compresa tra 62 e 70 anni. Si tratta della proposta Damiano,( detta anche Quota 100 ) che prevede una penalizzazione dell'assegno mensile del 2% entro i 66 anni di età, ed una maggiorazione (sempre del 2%) fino ai 70, a seconda dell'età in cui il dipendente decide di lasciare il lavoro.

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Poi c'è la questione tutta volta al femminile, l'opzione donna. Si tratta di una norma già vigente che consente alle donne di andare in pensione con 35 anni di contributi e 57 anagrafici o 58 per le autonome, con una pensione tutta con il contributivo. La possibilità è concessa fino al 31 dicembre 2015, ma si pensa di estenderla fino al 2018.

Poi ci sono le proposte per i lavoratori precoci, quelli che hanno iniziato a lavorare già all'età di 14/15 anni, ma che non possono andare in pensione perché, assurdamente non hanno requisiti e diritto per la pensione.

Per loro si pensa alla "quota 41" che consentirebbe di non essere vincolati ad altre quote che li potrebbero penalizzare ulteriormente.

Infine e non da ultimo, ci sono i lavoratori ultra 55enni in condizioni disagiate che hanno preso il posto di lavoro. In questi giorni è stata presentata un'interpellanza da alcuni deputati P.D. al governo, per conoscere le intenzioni dell'esecutivo su tale questione. Che dire dei quota 96 scuola? Anche loro sperano di non essere ancora una volta illusi.

Che fare, allora? Boeri ha annunciato che l'Inps non farà mancare le proprie proposte per riformare la Fornero, proposte che saranno presentate entro la fine di questo mese di giugno.

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