Le ultime dichiarazioni del premier a Porta a Porta, i cui contenuti sono stati rilanciati oggi dallo stesso Matteo Renzi sulla sua pagina Facebook, stanno scatenando un putiferio di polemiche che certo non aiutano e non accelerano il percorso parlamentare della riforma della Scuola che prevede al suo interno le tanto attese assunzioni dei docenti precari. Il presidente del Consiglio è perentorio: "Si voti subito o saltano gli investimenti".

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Riforma scuola, Renzi: si voti o saltano gli investimenti e le assunzioni

Sotto accusa da Renzi i quasi 3.000 emendamenti presentati non solo dalle opposizioni ma anche dalla maggioranza e in particolare molte proposte di modifiche al ddl Buona Scuola sono stati presentati al Senato dalla minoranza del Partito democratico. Renzi ha ribadito oggi con un post sul social network che il ddl che riforma la scuola italiana prevede l'assunzione di 100mila insegnanti, una nuova organizzazione fondata sull'autonomia scolastica, più risorse economiche destinate alla formazione dei docenti e "finalmente - ha sottolineato il premier su Facebook - il merito nella valutazione".

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Ddl Buona Scuola, la maggioranza in cerca di una soluzione condivisa

Ma tutto questo è ancora un "libro dei sogni", almeno per quest'anno pare di capire secondo quanto dichiara il presidente del Consiglio e segretario del Pd "denunciando" il fatto che a Palazzo Madama il testo di riforma della scuola "è bloccato da migliaia di emendamenti che cercano - sostiene Renzi - di stopparne l'approvazione".

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Scuola Matteo Renzi

Così il primo ministro e leader dem cerca di scaricare le colpe dello slittamento delle assunzioni degli insegnanti precari sulle Camere. Nel frattempo proseguono le mediazioni e le trattative nella maggioranza per migliorare il ddl Buona Scuola con soluzioni condivise e senza mettere a rischio il lavoro per i precari della scuola già a partire dal nuovo anno scolastico che comincia il prossimo settembre.

Intanto il premier fa il "duro", torna "Renzi 1" come lui stesso ha detto, dunque Renzi il rottamatore e il decisionista aldilà dei dissensi, per sintetizzare. "Discutiamo e facciamo modifiche - dice - ma poi votiamo. Altrimenti - avverte 'Renzi 1' - saltano gli investimenti".

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