Una profonda modifica della Legge Fornero, questa la richiesta forte e chiara che il sindacato rivolge, ormai possiamo dire incessantemente e quotidianamente, al governo. Il ministro Poletti dal canto suo ha preso l'impegno di una nuova convocazione del tavolo di confronto per verificare se esistono convergenze su ipotesi e proposte e su come intervenire in maniera condivisa sulla revisione strutturale del sistema pensionistico italiano. Sistema che oggi poggia le sue fondamenta su una legge, la Fornero del governo di Mario Monti del dicembre 2011.

Legge invisa ai più che non poche lacrime ha fatto versare a quanti erano in procinto con le valigie in mano di andare in pensione e che invece da una notte all'altra hanno visto svanire il sogno di un ricercato riposo e di una meritata pensione.

Misure per la flessibilità in uscita, per lavoratori precoci ed per gli ultra 55enni senza lavoro, queste le richieste dei sindacati

Oggi la necessità più stringente consiste nel dare flessibilità in uscita ai lavoratori, affinché tutti possano andare in pensione alla stessa età e senza penalizzazioni. Carmelo Barbagallo, segretario Generale della Uil ritorna su questi concetti, quasi ad indicare al governo la strada maestra da intraprendere se si vuole condivisione ed equità in materia pensionistica."La flessibilità in uscita, poi, si deve accompagnare alla stabilità per i giovani in entrata".

Così afferma a margine di un convegno della Uil tenuto a Varese sui temi delle pensioni e del lavoro esprimendo la sua contrarietà al piano proposto dal presidente dell'Inps il professore economista Tito Boeri. "Se all'inizio di settembre non ci sarà stato ancora alcun approccio, valuteremo le iniziative da mettere in campo per sollecitare il Governo". Ma la Uil non è l'unico sindacato a spingere il piede sul pedale delle riforme e del confronto. Per la Cgil il Governo, sebbene più volte abbia dichiarato la volontà di addivenire ad un accordo con le parti sociali sul tema del welfare, non ha ancora scoperto le sue carte a favore di una o di un'altra proposta. La Cisl di Furlan è per una revisione radicale della Legge Fornero, ormai non più eludibile né rinviabile nel tempo.

Tutte e tre le sigle confederali sono comunque a favore di una proposta che non penalizzi il lavoratore e che nel contempo sia sostenibile per i conti pubblici in modo da non gravare sulle future generazioni. La pensione anticipata a quota 41, come proposto da Cesare Damiano, indipendentemente dall'età anagrafica, sembra essere la giusta misura che il governo può far propria per tutti i lavoratori, senza però dimenticare l'adozione di un provvedimento a sostegno dei lavoratori con almeno 55 anni senza lavoro. Vedremo come andrà a finire. Voi seguiteci, vi terremo aggiornati. Intanto cliccate su "segui"posto in alto sopra al titolo.