La legge 107 di riforma del sistema scolastico approvata dal Governo, pubblicata in Gazzetta in questo primo scorcio del mese di luglio, lascia ancora aperta la spinosa questione dei dirigenti scolastici. In un articolo pubblicato da Repubblica è Anief a denunciare le carenze di personale che costringeranno oltre 1700 scuole a iniziare nel caos l'anno scolastico. Marcello Pacifico quantifica in ben 1740 unità di personale le necessità effettive di cui hanno bisogno le scuole italiane. Oltre alla mancanza di dirigenti scolastici c'è anche da fare i conti con la cancellazione degli esoneri che la Legge di Stabilità ha decretato per i vicari.

Sono 400 le scuole sottodimensionate dove ci sarà un reggente già gravato di lavoro nella Scuola dove presta normalmente servizio.

L'urgenza di un nuovo concorso

Il tema dei favorevoli e contrari alla riforma circa la nuova posizione che assume il preside sceriffo è stato già sollevato in precedenza, ma nulla si sa ancora sulla proposta di avviare un corso intensivo di formazione che dovrebbe partire a metà agosto. Prima ancora di giudicare la novità della figura del dirigente scolastico, dopo l'annullamento del precedente concorso, è assolutamente necessario provvedere a colmare queste lacune di organico che rallenteranno notevolmente le attività scolastiche, senza dimenticare che non si potrà nemmeno contare sulla collaborazione di un vicario esonerato dalle lezioni in seguito alla eliminazione degli esoneri sopraggiunta con la Legge di Stabilità.

Il caso di Bologna

Emblematica la situazione del capoluogo felsineo dove, al di là delle certezze determinate dai numeri, mancano ancora circa 30 presidi nelle scuole bolognesi. Per i reggenti chiamati a surrogare la figura del preside l'anno inizierà con un super lavoro. Questo non è certamente un bel segnale, nonostante la situazione sia pesante ormai da diversi anni.

Questo è quanto dichiara a Repubblica la preside del Sabin di Asago Alessandra Francucci. Gli fa eco un consigliere, Paolo Bernardi, affermando che diminuiscono i presidi e aumentano le scuole.

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