Le ultime settimane del mese di luglio si chiudono con la notizia di un boom delle domande di pensionamento anticipato da parte di quei lavoratori che nell'ormai lontano 2011 sono rimasti bloccati dall'irrigidimento dei requisiti della legge Fornero. Secondo quanto è stato diffuso dall'Inps, sarebbe infatti del 108% l'incremento delle richieste di prepensionamento sull'analisi dei dati raccolti anno su anno, per quanto concerne il primo semestre 2015. I numeri parlano infatti di circa 69.000 richieste contro le 33.000 che si sono registrate nello stesso periodo dello scorso anno.

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Ma se dai dati generali si passa all'analisi delle singole situazioni, ci si rende presto conto che siamo davanti alle richieste di coloro che in precedenza avrebbero voluto accedere ai vecchi trattamenti di anzianità e che trovatisi davanti all'impossibilità di farlo, hanno optato per la nuova misura anticipata.

Legge Fornero e uscite anticipate: ecco quali sono i criteri anagrafici per ottenere il prepensionamento

A tal proposito, le Pensioni a cui ci stiamo riferendo si basano sull'acquisizione di un criterio anagrafico, pertanto il requisito di legge prevede che il lavoratore accumuli almeno 42 anni e mezzo di versamenti entro il 31 dicembre 2015.

A partire dal prossimo anno, tale misura salirà a 42 anni e 10 mesi, mentre nel 2019 vi sarà con molta probabilità un nuovo aumento dei requisiti a causa degli adeguamenti alle aspettative di vita. Per le donne valgono simili parametri ma con la necessità di acquisire un anno in meno di versamenti. Resta però da sottolineare che qualora si acceda alla quiescenza anticipata prima dei 62 anni, si dovrà accettare una trattenuta di un punto percentuale per ogni anno di anticipo, che diventerà del 2% quando il prepensionamento avvenga prima dei 60 anni.

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Governo studia una nuova misura di flessibilità con la prossima legge di stabilità 2015

Stante la situazione, numeri come quelli appena riportati non fanno che evidenziare l'attesa dei lavoratori per l'introduzione di una nuova misura di pensionamento flessibile, che possa alleviare i disagi venutisi a creare con la crisi economica e con il peggioramento dei requisiti di pensionamento. Il Governo avrebbe aperto un'istruttoria per inserire all'interno della prossima legge di stabilità 2015 dei criteri di flessibilità in grado di aprire alle uscite flessibili, ma restano i dubbi sulla convenienza delle misure che saranno adottate.

Dal Parlamento si insiste per l'uscita dei precoci con 41 anni di età senza penalizzazioni e per la quota 97 (62 anni di età più 35 di versamenti, con penalizzazione massima dell'8%). Ma sul tavolo di discussione vi sarebbe anche la proposta del Presidente Inps Boeri, che preferirebbe aprire le porte della previdenza già attorno ai 57 - 58 anni di età, sebbene con il ricalcolo contributivo della mensilità erogata.

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