Marcello Esposito, professore di International Financial Markets all'Università Cattaneo di Castellanza, interviene sul tema della riforma delle pensioni, e in particolare, sulla proposta di Tito Boeri di passare dal sistema retributivo a quello contributivo per il calcolo della previdenza sociale, oltre all'ambizioso progetto di riduzione delle tasse dichiarato dal premier Matteo Renzi. A suo parere, il nostro paese negli ultimi anni ha avuto una bassa crescita proprio a causa della continua incertezza sul sistema previdenziale nazionale.

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Il programma di riduzione delle tasse del presidente Renzi

Il premier Matteo Renzi ha più volte dichiarato di voler ridurre sensibilmente le tasse, senza peraltro indicare con quali modalità. Come apprendiamo dal sito internet 'il Sussidiario.net', secondo Marcello Esposito, ancora non sono chiari i progetti del Governo a proposito degli interventi da adottare in materia fiscale e, in particolare, non è chiaro se intende ridurre le imposte sui pensionati, oppure introdurre la cosiddetta flessibilità previdenziale.

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Lo stesso Esposito, tra le due opzioni, crede che la più adatta sia la seconda, adottando un uscita flessibile dal mondo del lavoro non prima, però, di aver valutato attentamente le conseguenze che questa comporterebbe. Marcello Esposito si dichiara convinto che è necessario applicare il metodo contributivo, tenendo in considerazione le evoluzioni delle aspettative di vita. Nel caso in cui l'anticipo dell'uscita dal mondo del lavoro sia importante rispetto ai 67 anni, la politica deve essere disponibile ad intervenire sugli assegni previdenziali, riducendoli notevolmente.

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Pensioni Matteo Renzi

La proposta di Boeri sull'introduzione del reddito di cittadinanza per gli over 55

Nello specifico, il presidente Boeri ha proposto di diminuire le Pensioni più elevate per finanziare l'introduzione del reddito di cittadinanza per le persone che hanno oltre 55 anni e hanno perso il lavoro. Secondo Esposito, l'importo prodotto dalle pensioni superiori a 7 mila euro mensili non sarebbe sufficiente a coprire gli interventi sul  reddito per gli over 55 che hanno perso il lavoro, per cui si renderebbe necessario intervenire anche sulle pensioni più basse; questo significherebbe andare a toccare i diritti acquisiti dei cittadini, che invece dovrebbero essere tutelati. In definitiva, Esposito si dichiara contrario alla proposta di Boeri, asserendo che, inevitabilmente, lo stato finirebbe per mettere le mani in tasca a tutti i pensionati, e questo è meglio che non avvenga.

Fare o evitare altri interventi?

Il giudizio finale di Marcello Esposito, è quello di evitare di fare altri interventi sulle pensioni, che rischierebbero di creare confusione e incertezza nella popolazione, con inevitabili conseguenze negative sull'economia. Proprio l'incertezza i questi ultimi anni  è stata una delle cause principali della mancata crescita dell'Italia, e in questo momento il paese non se lo può assolutamente permettere.

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Al contrario, l'Italia ha bisogno di tutti quegli interventi che creano fiducia nel cittadino: solo così sarebbe possibile fare ripartire l'economia e mettere in moto i complicati meccanismi del mercato.

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