Sono destinate a riaccendere lo scontro, già di per sé rovente, tra Governo, partiti e sindacati le nuove dichiarazioni del presidente dell'Inps sulla riforma Pensioni. Tito Boeri nel giorno della presentazione della relazione annuale dell'Istituto previdenziale al Parlamento torna a parlare delle modifiche alla legge Fornero, e in particolare dell'inserimento di nuovi criteri di flessibilità in uscita per l'accesso alla pensione anticipata ma da finanziare attraverso i tagli ai redditi previdenziali più alti.

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Riforma pensioni, il presidente Inps: da assegni d'oro contributo per la flessibilità in uscita

Quindi ancora una volta bocciate le proposte che prevedono il prepensionamento a quota 100 o a quota 97 (con penalità sugli assegni) caldeggiate invece dalla minoranza del Partito democratico con in testa il presidente della commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati Cesare Damiano. Nel giorno in cui si attendeva la famosa "proposta organica" per la revisione della legge Fornero che cercasse di mediare tra le diverse posizioni espresse da partiti e sindacati, Boeri rilancia l'ipotesi del ricalcolo contributivo delle pensioni erogate col sistema retributivo.

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Pensioni

Il presidente dell'Inps non ha fatto riferimento a cifre, ma secondo le ipotesi precedentemente formulate un contributo di "solidarietà" potrebbe essere richiesto a chi percepisce pensioni superiori a tremila euro al mese.

"I redditi pensionistici più elevati - ha affermato il presidente dell'Istituto nazionale per la previdenza sociale - dovrebbero contribuire al finanziamento di uscite verso pensioni più flessibile. Crediamo sia giusto - ha detto Boeri, in occasione della presentazione del rapporto annuale dell'Inps alle Camere - chiedere un contributo a chi ha redditi pensionistici elevati in virtù - ha sottolineato l'economista bocconiano chiamato da Palazzo Chigi ai vertici dell'Inps - di trattamenti molto più vantaggiosi di quelli di cui godranno i pensionati di domani".

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Secondo Boeri occorre intervenire anche sui vitalizi dei politici e auspica che il Parlamento renda pubbliche le regole che disciplinano l'erogazione dei benefici previdenziali ai politici. Proposte, quelle di Boeri, destinate ancora una volta a sollevare scontri e polemiche. Infatti, se tutti sono d'accordo per l'introduzione di nuove regole per i prepensionamenti, in molti non condividono la proposta del ricalcolo contributivo, in quanto l'ipotizzato taglio del 30% degli assegni previdenziali non andrebbe a colpire solo le pensioni d'oro ma anche le pensioni medio-alte.

Resta adesso da capire quali siano le intenzioni del Governo Renzi per mediare tra le proposte di Boeri, quelle dei sindacati e quelle emerse dal dibattito parlamentare che sulla questione previdenziale ha visto in particolar modo protagonista la minoranza del Pd che ha presentato diversi disegni di legge.

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