Il Governo, attualmente in ferie, aspetta il mese di settembre per definire le strategie da adottare sul versante Pensioni. Vari esponenti politici si sono pronunciati a favore della modifica alla legge Fornero, ma si potrà arrivare ad un compromesso a condizione che la spesa venga garantita da opportune coperture economiche. Tito Boeri insiste con il metodo contributivo dove il calcolo della pensione finale di un lavoratore è il risultato dei contributi versati nell'arco della sua vita lavorativa. In Europa vige tale sistema ma ci sono però delle differenze: ad esempio in Germania il metodo di pagamento è quello contributivo ma l'età della pensione è attualmente fissata a 65 anni.

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Entro il 2029 salirà gradualmente a 67 e, oggi, l'uscita anticipata è possibile con una penalità pari al 3,6 % del trattamento per ogni anno di ritiro prima dell'età stabilita per legge. Se quindi un lavoratore decide di andare in pensione a 62 anni invece che a 65 subirà un taglio complessivo dell'assegno del 10,8 %. Inoltre la legge prevede che si può andare in pensione a 63 anni purché si abbiano 45 anni di contributi.

Prospettive riforma pensioni

L'opzione donna è comunque una possibilità che consente di anticipare il pensionamento a 57 anni, ma in cambio di un assegno previdenziale  calcolato tutto con il metodo contributivo. Il Governo sembrerebbe orientato a concedere una maggiore flessibilità in uscita ma nel rispetto della situazione dei conti e nei margini concessi dall’Unione europea.

Il DDL 857 dell'on. Damiano propone una decurtazione del 2% partendo dai 62 anni anagrafici e 35 di contributi. La quota 100 dovrebbe avere una copertura che l'Inps ha calcolato di circa 8 miliardi. I lavoratori tengono a sottolineare che i calcoli  fatti dall'Inps andrebbero verificati ed è opinione diffusa che questo importo potrebbe essere compensato da un rilancio dei consumi, occupazione giovanile e ulteriori tasse da dividere tra nuovi pensionati e nuovi lavoratori. L'esborso economico dello Stato sarebbe pertanto ridotto.

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Iniziative dei lavoratori

Il gruppo dei Lavoratori Precoci ha iniziato a contattare TV locali e nazionali per esporre le proprie ragioni. Infatti  si sta approntando una delegazione di iscritti che sarà intervistata su Rete 55, emittente TV visibile in Lombardia. Gli amministratori del gruppo hanno infatti chiesto agli iscritti della provincia di Varese di attivarsi e dopo la registrazione sarà possibile, per chi non è in grado di sintonizzarsi, visionare l'intervista sul profilo FB dei Lavoratori Precoci.

Iniziative simili sono previste anche su altre reti TV. La protesta continua e le speranze vengono alimentate anche da questi tentativi.

Per chi volesse partecipare è possibile contattare gli amministratori. Avete commenti o iniziative da proporre ? Il gruppo è disponibile ad ascoltare e condividere.