Vedere il bicchiere mezzo pieno rappresenta proprio un estremo atto di coraggio da parte della Preside Alessandra Rucci. Questa la considerazione del dirigente scolastico di Ancona, intervistato dal noto quotidiano online Huffington Post..L'intervista inizia e lo stesso giornalista, ascoltandoalcune frasi iniziali della presidee memore anchedelle opinioni espresse circa 3 mesi prima, in occasione dello sciopero generale del 5 maggio, le attribuisce subito l'appellativo di "renziana".In quella occasione, infatti, la Rucci scriveva, insieme ad alcuni colleghi omologhi, una lettera aspramente critica nei confronti dei precari e della loro protesta, definendola "demagogica".

Nella lettera si accusavano gli stessi precari di "ignorare" i veri contenuti della proposta di riforma che di lì a qualche mese sarebbe diventata Legge effettiva della Repubblica italiana.

Il D.S. continua con il suo accoratodiscorso: ammette l'esistenza di un problema, diciamo "logistico" per via del trasferimento forzoso aiquali molti insegnanti precari saranno abreve sottoposti, ma tenta di giustificare questa scelta forzata, come l'ultimo atto sacrificale. Il rischio esiste ed è concreto - sostiene la Dirigente - ma nello stesso tempo questo deve trasformarsi in atto di sacrificio da parte di migliaia di insegnanti precari. Insomma, lo spirito di sacrificio e la motivazione devono prevalere sulla paura e sulla preoccupazione di migliaia di lavoratori.

LaRiforma della Scuola risulta illogica persino agli stessi giornalisti, i quali ogni giorno ne scoprono le contraddizioni.

Secondo Alessandra Rucci non si tratta di deportazione ma solo di opportunità

La preside continua: <<Non è certo una deportazione ma una opportunità dopo un lungo periodo di precariato. Questo governo non aveva alternative per risolvere il problema dell'enorme numero di precari stratificati nelle Gae>> - continua la Rucci - <<L'impatto sulla vita privata delle persone è molto comprensibile ma in qualche modo è anche una selezione naturale per coloro che sono fortemente motivati.

Chi ama davvero questo lavoro affronterà meglio il sacrificio di allontanarsi da casa, ma escludo che il governo abbia avuto in mente questo meccanismo darwiniano quando elaborava un piano di assunzioni straordinario e che va preso con ottimismo: in fondo chi dovrà spostarsi potrà poi chiedere la mobilità e penso che tutto poi si aggiusta.

Per questo sono convinta che il Governo stia ricevendo critiche ingiuste>>.

L'intervista si conclude all'insegna della fiducia e dell'ottimismo: si affronta il tema dell'organico funzionale, il quale secondo la dirigente non rappresenterà, quasi certamente, un problema per migliaia di lavoratori, ma una seria opportunità di crescita personale ed intellettuale.

Complimenti signora Preside per le belle parole sulla Buona Scuola e per l'ottimismo che Leiha tentato di infondere a migliaia di precari, ma queste parole - secondo il parere di migliaia di insegnanti - sono mere frasi di circostanza, troppo superficiali e poco rispondenti alla dura verità. L'esercito del precariato rimane fermo sulle proprie posizioni di contrasto e di sfiducia verso l'intera classe politica che ha proposto, approvato e divulgato questa opinabile riforma della Buona Scuola.