Altro che presidi-manager e sceriffi onnipotenti. I dirigenti scolastici, a settembre, non solo non potranno usare i tanto discussi 'super poteri' ma addirittura non ci saranno neppure in quasi 2000 scuole italiane.

A denunciare il gravissimo problema a cui si andrà incontro alla riapertura delle scuole è il quotidiano 'Il Messaggero' di oggi, domenica 23 agosto: in più, da quest'anno mancherà l'appoggio dei vicepresidi, coloro che si sono sempre occupati di sostituire il dirigente scolastico nel caso in cui quest'ultimo fosse assente.

La legge di stabilità, infatti, ha abolito l'esonero dei collaboratori dall'attività scolastica, per cui se si deve rimanere in classe, di conseguenza non sarà più possibile svolgere i compiti di reggenza full time: un brutto guaio per le 1700 scuole circa che non potranno avere il loro preside e che dovranno affidarsi a un dirigente scolastico 'prestato' da un'altro Istituto che, nella logica, non potrà dividersi in due ed essere costantemente presente.

ANP, Giorgio Rembado si appella al Miur: 'Risolvere questioni esonero e concorso'

Giorgio Rembado, presidente dell'ANP, Associazione nazionale presidi, chiede un intervento urgente da parte del Ministero dell'Istruzione, perchè la situazione già difficilissima a cui si andrà incontro a settembre, rischia di degenerare dal prossimo anno, quando la riforma della Scuola dovrà entrare in funzione a pieno ritmo ma si aggiungeranno, di contro, altri 700 pensionamenti.

Rembado lancia un appello affinchè il Miur intervenga anche sulla questione legata al concorso per mille posti, di cui si è parlato la scorsa primavera ma che ancora si fa attendere, nonchè sul ripristino dell'esonero dalla didattica per i collaboratori dei dirigenti scolastici.

In caso contrario, afferma il presidente ANP, andremo incontro al caos e all'impossibilità di reggere ad un peso organizzativo enorme, data l'estrema carenza di personale. Come si riuscirà a far funzionare una riforma, il cui vanto è basato sul principio dell'autonomia, quando non si potrà contare sull'apporto di quasi 3.000 presidi?