Mentre è in fase di scadenza il termine fissato dal Miur per l'invio delle domande di assunzione dei docenti precari di tutta Italia, non accennano a placarsi le polemiche riguardanti la riforma Buona Scuola, approvata lo scorso 13 luglio ed ora riconosciuta come legge N. 107/2015.

Questa volta a sollevare le critiche ci ha pensato il responsabile Istruzione della Lega Nord, Mario Pittoni che ha commentato sarcasticamente l'assegnazione di cinquanta nuovi posti aggiuntivi alla regione Veneto da parte del Ministero dell'Istruzione.

In verità, la polemica era già scoppiata qualche settimana fa dopo la distribuzione nazionale dei posti aggiuntivi relativi all'organico di fatto ma il senatore Pittoni non ha mancato, nemmeno questa volta, di ribadire tutta la sua disapprovazione per i criteri adottati da Viale Trastevere.

Organico di fatto, posti aggiuntivi: Pittoni, Lega 'Veneto e Liguria penalizzate per sconfitta PD'

L'accusa è di quelle particolarmente pesanti: il governo, nel conferimento di questi posti, avrebbe mostrato un occhio di riguardo verso quelle regioni dove il Partito Democratico ha ottenuto maggiori consensi al voto; viceversa, a quelle regioni, come il Veneto o la Liguria, dove il partito di Renzi ha subìto una sonora sconfitta politica alle ultime elezioni regionali, sarebbero stati concessi meno posti, quasi come si trattasse di una piccola 'vendetta' post-voto.

Dopo i centocinquanta posti di fine luglio, ne sono arrivati in Veneto altri 50 ma Pittoni non è affatto soddisfatto e rincara la dose di polemiche, affermando che 200 cattedre sono solo poco più di un quarto rispetto a quanto assegnato all'Emilia Romagna o alla Lombardia (oltre 700 posti).

Pittoni, Lega: 'briciole', 'elemosina' alle regioni no Pd

Il senatore della Lega, a questo proposito, mette in dubbio l'oggettività e l'imparzialità del Miur nell'assegnazione dei posti: Pittoni parla addirittura di 'briciole' e di 'elemosina' per quelle regioni che non sono guidate dal Partito Democratico.

Tutto ciò è particolarmente grave se consideriamo che sono i cittadini, attraverso il pagamento delle tasse, a sostenere le spese relative a queste cattedre aggiuntive: ecco perchè, sostiene l'onorevole Mario Pittoni, siamo di fronte ad un mancato riconoscimento di uguale diritto allo studio in quelle regioni in cui le scelte politiche sono state differenti rispetto all'attuale maggioranza attuale di governo.